//A CHINESE GHOST STORY [SubITA] 🇭🇰

A CHINESE GHOST STORY [SubITA] 🇭🇰

Titolo originale: Sien nui yau wan
Nazionalità: Hong Kong
Anno: 1987
Genere: Azione, Commedia, Fantastico, Horror, Sentimentale
Durata: 98 min.
Regia:

 

C’era una volta in oriente

Fortemente legato alla cultura e alle tradizioni orientali, Storia di fantasmi cinesi è un’immersione a pieni polmoni nelle antiche e affascinanti leggende della Cina medioevale. Caratterizzata da impronte fantastiche e surreali, la storia prende vita in un mondo magico nel quale affascinanti spettri, monaci rappettari e disgustose creature dell’oltretomba la fanno da padrone.

Il giovane Ning è un esattore delle tasse, un romanticone imbranatello che ‘‘inciampa’ a destra e a manca ad ogni trappola che incontra sul suo cammino. Giunto a Know Pak per lavoro, non trova nessuno disposto ad ospitarlo, cosicché è costretto a rifugiarsi nel tempio abbandonato di Lan Ro, un luogo che tutti evitano anche solo di nominare poiché infestato dagli spiriti. Durante la notte incontra una bellissima fanciulla e se ne innamora perdutamente; Ning non sa che la ragazza in realtà è un fantasma prigioniero di un demone malvagio (il demone dell’albero) che, nutrendosi di energia vitale, usa le giovani fanciulle per affascinare e intrappolare tutti gli uomini di passaggio.

Sempre in bilico tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti, Storia di fantasmi cinesi è uno dei capolavori assoluti del cinema fantasy orientale: un perla d’eccezione conosciuta in tutto il mondo. Primo capitolo di una fortunata e singolare trilogia, il film è rappresentativo di un periodo vigoroso e fortemente artigianale per il cinema levantino: è stato pluripremiato soprattutto per gli effetti speciali in molti festival dedicati al fantastico e non solo. L’ambientazione, la fotografia, i toni assurdi e sconclusionati attraverso i quali procede l’intera vicenda fanno si che, il film, risulti originale, stravagante e fortemente evocativo: le immagini conquistano e restano indelebili nella mente, avvalorate da colori accurati e stilizzati dalle tonalità così accese e magnetiche che quasi inebriano. Il tutto è puntellato da chicche folli e geniali – come il momento rap del monaco taoista o i combattimenti mirabolanti a botte di arti marziali – che, proprio per la loro natura illogica, rendono ancor di più credibile e godibile questa favolosa battaglia tra bene e male.

Questo, il cinema orientale da amare: quello autentico e tradizionale, non ancora piegato a esigenze di mercato (e sottolineo ‘piegato’, non ‘aperto’ come spesso si usa dire), che hanno portato negli anni, a uno spiacevole “appiattimento” e ad una perdita di stile per i registi dagli occhi a mandorla. Questo l’oriente da imitare e riscoprire.

Recensione: bizzarrocinema.it

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