//A PETAL [SubITA] 🇰🇷

A PETAL [SubITA] 🇰🇷

Titolo originale: Ggotip
Nazionalità: Corea del Sud
Anno: 1996
Genere: Drammatico
Durata: 89 min.
Regia:

 

Jang descrive con crudezza i drammi che esitano da quei giorni, prendendo come paradigma la giovane vita umiliata della 15enne protagonista, rimasta sola e in preda alla confusione totale.

Catarsi e coscienza
Inserti in un bianco e nero sfocato squarciano la storia mostrando quello che rimane un macigno pesantissimo sulle coscienze e sulle esistenze di tanti coreani. Tutto nasce da quei giorni a Kwangiu: vite spezzate, esistenze distrutte ed annientate per sempre, morti spostati come sacchi di patate e vivi che vagano sembrando morti.
Sun-woo descrive con crudezza i drammi che esitano da quei giorni, prendendo come paradigma la giovane vita umiliata della 15enne protagonista, rimasta sola e in preda alla confusione totale.
Il dramma di una nazione e quello dei singoli, la violenza delle armi e quella privata sotto forma di abuso, la mente e il corpo implosi sotto il peso di una esperienza che strappa l’adolescenza lasciando solo uno spettro allucinato e senza futuro.
Ma neppure la violenza sessuale e i modi da troglodita dell’uomo presso cui cerca riparo riescono a scuotere la ragazzina, che solo in un lungo dialogo immaginario col fratello morto, troverà la forza di ricordare e raccontare tutto, prima di sparire alla nostra vista per sempre, inconsapevoli del suo destino.
È un film durissimo, quasi provocatorio, che suona tanto come catarsi personale per il regista e per tutti coloro che vissero quei giorni del 1980, in cui i crepitii delle armi, i blindati , le strade disseminate di cadaveri rimangono sempre in un piano lontano, volendo invece focalizzare il dramma intimo e privato che tanti coreani investì.
C’è molto neorealismo nella descrizione del degrado e della disperazione, c’è molto Kim Ki-duk nella descrizione del morboso rapporto quasi vittima-carnefice tra la ragazzina e il suo nuovo tutore e c’è grande bravura di Sun-woo nel tracciare un filo poetico ricco di dramma e abiezione ricorrendo al bianco e nero per le scene dei tumulti e all’animazione per i momenti onirici e allucinatori.
Rispetto al più recente May 18 ,che tratta dello stesso tema con un impronta più di cronaca, sicuramente questo ha una forza maggiore e crea uno stato di commozione strisciante che diviene struggente in alcuni istanti , rendendo alla perfezione il senso del dramma epocale insinuato nei singoli.
Piccola nota per la bravissima Lee Jung-hyun , splendida interprete della annichilita ragazzina protagonista, nei cui occhi domina il velo dell’annientamento.

Guarda anche  LIES [SubITA]

Recensione: cinemissile.blogspot.it

Related posts