//A TAXING WOMAN [SubITA] 🇯🇵

A TAXING WOMAN [SubITA] 🇯🇵

Titolo originale: Marusa no onna
Nazionalità: Giappone
Anno: 1987
Genere: Azione, Commedia, Thriller
Durata: 127 min.
Regia:

La “Donna delle Tasse” (Ryoko Itakura) è un funzionario del fisco che controlla varie attività commerciali, scoprendo guadagni al nero e recuperando tasse evase. Un giorno convince il suo capo a lasciarle indagare su Hideki Gondo, proprietario di una catena di “Love Hotel” e sospettato di frodare il fisco. Dopo un controllo però non viene trovato nessun illecito e, nel corso dell’indagine, tra investigato e investigatrice, nasce un’inconfessata stima reciproca. Quando Ryoko viene promossa al grado di ispettrice regionale, si trova di nuovo ad indagare sul suo amico Gondo, affiancata da una squadra guidata dall’ispettore Hanamura. La bravura della piccola Ryoko e dei suoi colleghi metterà questa volta Gondo alle corde. Sei mesi più tardi i due si incontrano di nuovo. Gondo è stanco dopo i quotidiani interrogatori a cui è sottoposto e Ryoko cerca di persuaderlo ad arrendersi, svelando il suo ultimo segreto e cambiando vita, soprattutto per prendersi cura del figlio.

La “Donna delle Tasse” è una furba e simpatica ispettrice del fisco, interpretata da Miyamoto Nobuko (un’attrice sempre presente nei film di Itami, nonché sua consorte). Accanto a lei ritroviamo, Tsutomu Yamazaki (Tampopo, The Funeral), che interpreta il signor Gondo, uno spregiudicato imprenditore che froda sistematicamente il fisco. Dalla descrizione dei due protagonisti già si potrebbe avere un’idea completa della trama del film, in pratica una sorta di “Guardie e ladri”, con la brava ispettrice che indaga il lestofante e lo smaschera consegnandolo alla giustizia. Trattandosi però di un film di Itami, ovviamente c’è molto di più. “A Taxing Woman” è infatti la tipica commedia di questo regista, piacevole, vivace, mai noiosa. Come in “The Funeral” o in “Supermarket Woman”, la narrazione è frizzante, ricca di avvenimenti, colpi di scena e trovate ingegnose. E come sempre, allo stesso tempo, troviamo una riflessione profonda su certe pecche della società giapponese moderna ed un’indagine sulle debolezze delle persone, sulle loro ragioni, valide o meno che siano.

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Il signor Gondo allora, è sì un faccendiere mascalzone, ma non nasconde un proprio lato umano, che alla fine lo rende simpatico. Ed è su questa dicotomia che il regista gioca le proprie carte migliori: tra la freddezza delle indagini e la disonestà degli stratagemmi per frodare il fisco, da una parte, e le debolezze dei protagonisti, in fondo comunque e fragili, dall’altra. La stessa Ryoko, pur essendo una cacciatrice di evasori, scaltra, spietata ed implacabile, dimostra spesso di avere un cuore, sia quando instaura un legame fatto di stima non dichiarata con Gondo, sia quando si mostra come una donna sola, che vede raramente il proprio figlio, con il quale comunica soprattutto per telefono.

Questo film è insomma Itami allo stato puro: un racconto avvincente, condito con una grande cura per tutti i personaggi e con tanti particolari buffi (da notare le improbabili lentiggini della protagonista o i suoi capelli “ribelli”, o la scena surreale in cui l’ispettore capo che fa un giuramento con la moglie dell’indagato incrociando i mignoli). Ed allo stesso tempo l’intenzione di svelare le debolezze dell’essere umano, per comprenderle meglio, più che per criticarle. Alla fine la protagonista, divenuta quasi un’eroina, riesce a riscattare la cattiva condotta di Gondo, facendogli capire che nella vita conta essere di sostegno ai figli come esempio morale, piuttosto che come fonte di denaro. Alcune curiosità a margine: primo la colonna sonora, di ottima qualità e davvero azzeccata, infonde un ritmo perfetto al film. Secondo, le motivazioni che hanno spinto Itami a girare un film su questi temi. Pare infatti che il regista, dopo il successo di incassi del suo primo film “The Funeral”, sia stato sottoposto ad una tassazione ben maggiore che in precedenza (evidentemente non senza una certa insofferenza). Infine, da sottolineare come, visto il grandissimo successo in patria di questo film, nel 1998 sia stato girato il sequel, “A Taxing Woman 2”.

Recensione: asianworld.it

 

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