//ADDIO ZIO TOM

ADDIO ZIO TOM

 

Titolo originale: Addio zio Tom
Paese di produzione: Italia
Anno: 1971
Durata: 136 min.
Genere: Drammatico, Documentario
Regia: ,

 

Della serie “Africa Addio”, questa volta però dedicato allo schiavismo negli Stati Uniti. Un pseudo-documentario realizzato da due autori da tempo dediti al genere, dotati di mezzi e di indubbie capacità tecniche, decisamente spese male. Jacopetti e Prosperi hanno uno sguardo morboso, e la loro produzione paga pegno ad un razzismo latente (il titolo non aiuta, con il rimando allo stereotipo dello zio Tom) e allarmante. “Addio Zio Tom” (poi rieditato senza più l’addio) è stato realizzato ad Haiti. Lo stesso dittatore Papa Doc avrebbe favorito la non facile lavorazione tra le centinaia di comparse autoctone.

“Addio Zio Tom” è l’ennesimo controverso mondo movie diretto dalla coppia e . Questa volta però la rappresentazione documentaristica vista in passato con “Mondo Cane” (1962) e “Africa Addio” (1966) lascia il posto a una fiction vera e propria, nella quale i due registi ricostruiscono minuziosamente la storia della schiavitù in America durante il diciannovesimo secolo. Un’opera che segna una svolta non indifferente per Jacopetti e Prosperi, uno sforzo pieno di ostacoli ma superato anche grazie all’aiuto del dittatore di Haiti François Duvalier aka Papa Doc, il quale fornì tantissime comparse ai registi (il film stesso fu girato tra lo stato caraibico e alcune zone statunitensi interessate dalle vicende).

Da tempo finalmente è disponibile la versione integrale di 136 minuti: “Addio Zio Tom” fin dalla sua uscita ha subito tagli, censure e sequestri, oltre a una serie di proteste da parte di attivisti politici schierati apertamente contro il film. In effetti quello di Jacopetti e Prosperi è un mondo movie spudoratamente razzista, nel quale il negro (chiamato proprio così) viene percepito e persino studiato come se fosse un essere inferiore (“che il negro avvertisse il dolore sia fisico che morale meno intensamente dell’uomo bianco era un sospetto molto diffuso, i trattati scientifici dell’epoca parlavano infatti di scarsa conduzione motoria tipica delle scimmie e dei subumani”). Dichiarazioni shock che in fondo incarnavano il pensiero comune dei bianchi in America (anche la Chiesa appoggiava la schiavitù), una presa di posizione perciò scomoda ma assolutamente non ipocrita.

Sono molte le immagini crude mostrate nella pellicola, soprattutto durante il tragitto delle navi dall’Africa al continente americano: masse di schiavi incatenati in spazi angusti, cibo in poltiglia della peggior specie somministrato con la forza (a costo di spaccare i denti del malcapitato), topi e scarafaggi, malattie di ogni tipo e dissenteria arginata con tappi di sughero e guarnizioni di catrame! Nulla è inventato o lasciato al caso, le cronache dell’epoca ci hanno lasciato queste agghiaccianti testimonianze che Jacopetti e Prosperi ci sbattono in faccia senza alcun buonismo o patetico pietismo. Una volta poi giunti a destinazione per i negri non c’è scampo, tra umiliazioni, evirazioni e stupri, l’inizio di un (nuovo) calvario (dove la fuga viene pagata a caro prezzo).
“Addio Zio Tom” è girato divinamente: regia, fotografia e montaggio sono di altissimo livello, così come funziona a dovere l’ottimo score musicale del compianto Riz Ortolani. Nonostante una seconda parte più estenuante e dispersiva, il film regge il confronto sulla lunghissima distanza mostrandoci persino alcune curiose divagazioni tutto sommato non fondamentali, come le immagini della stazione di monta per sverginare e ingravidare le ragazze (in modo da ottenere una rinnovata forza lavoro) oppure le sequenze della ribellione dei negri contro i loro padroni (fatti a pezzi con l’ascia), una scena splatter di pieno furore blaxploitation.
“Django Unchained”(2012) di Quentin Tarantino nasce soprattutto da questa pellicola, non serve quindi scendere a compromessi con gli aspetti più beceri e infami mostrati dai registi per apprezzare i contenuti dell’opera, “Addio Zio Tom” è un lavoro di spessore al di là dei suoi connotati apertamente razzisti. La storia – che vi piaccia o no – si racconta senza peli sulla lingua.

cinemaestremo.wordpress.com

 

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