//ANGELS OF THE UNIVERSE [SubITA]

ANGELS OF THE UNIVERSE [SubITA]

 

Titolo originale: Englar alheimsins
Anno: 2000
Nazionalità: Islanda
Genere: Biografico, Drammatico
Durata: 100 min.
Regia:

 

Pall ha trent’anni, scrive poesie e dipinge. Ha una famiglia d’origine che ama e che lo ama, è entusiasta della vita e dell’. Ma è proprio un prima corrisposto poi tradito a farlo soccombere. La società lo giudica pazzo e lo rinchiude in un manicomio, insieme ad altre anime perse: Oli (intereptato da Balthasar Kormakur, il regista di 101 Reykjavik), convinto di essere l’autore delle canzoni dei Beatles e di inviarle loro telepaticamente, il depresso Pétur che non riesce a vivere con (o senza) sua moglie, e il neonazista e nichilista Viktor. Se ne stanno tutti lì, nel manicomio in un’epoca recente in cui i manicomi sono ancora prigioni dove essere rinchiusi, separati, dimenticati. Dove è ancora facile e comodo distinguere fra normalità e follia.

E’ con questa drammatica e poetica che Fridrik Thor Fridriksson, il maggiore (e da noi sconosciuto) regista islandese, racconta la di Pall, e con la sua, quella di tutti i disadattati, i “diversi”, quelli che nessuno oggi osa più chiamare pazzi perché si è persa ogni certezza su cosa separi la normalità dalla follia.
E’ una a volte delicata, a volte ruvida, non esente da scivolate nella retorica e in metafore cliché (angeli e colombe, per intendersi), ma l’intento di base è così sincero che non è facile non restarne colpiti almeno in parte, complici anche i paesaggi arcaici e i cieli immoti dell’Islanda, un posto nel quale non si può vivere da cui non si può (o non si vuole) fuggire.
Sugella il tutto la splendida musica “universale” dei Sigur Ros, un gruppo che non ha bisogno di presentazioni.

Recensione: asianworld.it

 

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