//ANIMALS [SubITA]

ANIMALS [SubITA]

 

Titolo originale: Animals
Nazionalità: Spagna
Anno: 2012
Genere: Drammatico, Fantastico
Durata: 94 min.
Regia:

 

Pol, un adolescente che vive con suo fratello e frequenta come scuola secondaria il British Institute, custodisce in gran segreto un orsacchiotto di peluche che pensa, parla e gli tiene costantemente compagnia. La vita di Pol procede nella più assoluta normalità fino a quando a scuola arriva Ikari, un enigmatico compagno di cui subisce il fascino. Una morte inspiegabile e una strana serie di eventi trasformeranno la quotidianità degli studenti in un’avventura al limite del razionale.

Pol ha diciassette anni, parla poco e suona la chitarra: non in un gruppo musicale ma nella sua stanza. Molto di ciò che vive, come ogni adolescente tormentato che si rispetti, accade proprio nella sua cameretta. Non basta: il suo migliore amico è Deerhoof, un orso di peluche che, solo con lui, parla inglese e suona la batteria. Potrebbe sembrare la trama di un film per bambini e invece no, Animals, opera prima dello spagnolo è un film sull’adolescenza sì ma con il bollino rosso. La pellicola racconta il momento in cui Pol decide di uscire dal proprio guscio e cerca di accogliere gli stimoli esterni, rifiutando l’amicizia dell’orsetto immaginario e assecondando il rapporto con Ikari, nuovo e misterioso compagno di classe che lo condurrà nelle zone più torbide della propria . A diciassette anni è difficile capire chi si è, si lotta quotidianamente alla ricerca di una qualche identità che ci renda interessanti, speciali, ci si ribella quando qualcuno tenta di spiegarci cosa dovremmo diventare. È tutto un gran casino a diciassette anni. Si ama da morire, si soffre da morire, si muore da morire, se non si sale sul treno giusto.

Si muore. Questo film parla anche e soprattutto di morte, a pensarci bene di apocalisse proprio, se consideriamo che apocalisse significa letteralmente rivelazione. Pol cerca di capire. Ribellandosi agli altri e a se stesso, cercando sulla propria pelle le risposte ai quesiti più inquietanti, quelli che popolano i di un adolescente. È giusto avere un amico immaginario neanche in carne ed ossa ma di peluche? Si può provare attrazione al stesso per un uomo e per una donna? Il sangue fa così paura o è solo qualcosa che è bello vedere scorrere anche fuori dalle vene? Da che parte del fiume si trova la verità? Quella dove poggio i miei piedi o l’altra, dove ci sono le persone che mi vogliono bene, che mi dicono che sono in pericolo? Il pericolo mi avvicina alla morte allora forse è il caso di scappare. Ma se mi avvicino veramente potrò capire bene di cosa si tratta. Rimbaud diceva che non si può essere seri a diciassette anni. È vero. A dieciassette anni non sai nemmeno chi sei. Ma è forse vietato soffrire con incoscienza?

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Nell’incoscienza si raggiungono gli stati di consapevolezza più puri, e, inevitabilmente, si ha meno timore di morire. Devi smettere di avere paura dice Ikari a Pol mentre ci gli infligge una ferita sul braccio e, in effetti, dopo quel taglio, lui smetterà di avere paura. Il regista affida ad un personaggio oscuro e perverso, quello di Ikari appunto, il ruolo di guida, una guida al contrario, che non conduce verso la luce ma verso l’oscurità, dato che è proprio quell’aspetto che il protagonista ha necessità di esplorare. Non esiste un percorso giusto, una pozione anti-inquietudine, si può provare a venirne a capo, in qualche modo, ma ci sono persone che avranno sempre la necessità di parlare con un orsetto di peluche e, forse, non è poi così male.

Recensione: sentieriselvaggi.it

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