//BLOOD GLACIER [SubITA]

BLOOD GLACIER [SubITA]

 

Titolo originale: Blutgletscher
Nazionalità: Austria
Anno: 2013
Genere: Horror
Durata: 98 min.
Regia:

 

Ve lo ricordate Rammbock? Molto probabilmente no, perché ne parlammo proprio agli albori di questo blog, quasi tre anni fa. Ma se per caso ve lo ricordate, saprete che si trattava di un breve, rapido e intenso zombie movie tedesco, esordio di un giovanotto interessante, capace di mettere in scena la sua apocalisse condominiale con pochissimi soldi e senza voler essere a tutti i costi innovativo, ma avendo ben chiaro in che, quando non hai una storia originale e hai anche un budget ridicolo per raccontarla, devi saperti giocare le poche carte a disposizione anche meglio degli altri. E , nel caso di Rammbock puntava tutto su azione serrata e personaggi, vincendo ampiamente la scommessa.
Passa qualche annetto ed ecco il nostro Kren alle prese con un capitale un po’ più cospicuo e una nuova storia, anche quella derivativa come il suo esordio e scritta sempre dallo stesso sceneggiatore Benjamin Hessler. Questa volta non ci sono gli zombi, ma Kren affronta un tema molto più ambizioso: la Cosa nei ghiacci.
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Roba forte, quindi. Roba carpenteriana. Roba che fa tremar le vene e i polsi. Ma Kren è spavaldo e non se ne cura. Va avanti come un treno per la sua strada e porta a casa un’opera seconda ammirevole sotto ogni punto di vista. A questo punto, la curiosità per la sua partecipazione al seguito di ABC’s of Death si fa spasmodica.
In un laboratorio di ricerca climatica nelle Alpi austriache, gli scienziati attendono la visita di un ministro. Il custode dell’impianto, Janek, è depresso perché, ad accompagnare il ministro verrà anche la sua ex compagna, che prima lavorava proprio nel laboratorio e che ora lo ha mollato e se ne andata.
Mentre il ministro sta arrivando, gli scienziati scoprono una strana macchia rossa che si estende su un ghiacciaio e che sembra organica. La “cosa”, non si sa se di origine aliena o terrestre, infetta e modifica geneticamente la fauna locale, in maniera piuttosto raccapricciante: mischia il dna della sua preda con quello dell’ultima cosa che ha mangiato, creando ibridi disgustosi e piuttosto letali.
Janek vorrebbe bloccare la visita del ministro, ma i suoi colleghi non gli danno retta e pensano che sia solo una scusa per non essere obbligato a rivedere la sua ex. Ma, come spesso succede in queste circostanze, tutto va rapidamente a puttane e gli ibridi assaltano il piccolo centro di ricerca, facendo passare ai nostri (ministro compreso) una nottataccia da incubo.

Abbiamo quindi, nell’ordine: organismo non identificato e altamente infettivo, mostri derivati dalla commistione tra specie diverse (e sì, dopo volpi e uccellini, tocca anche all’uomo mutare), assedio notturno con abbondanti dosi di splatter e schifezze di ogni tipo, paranoia da contagio e isolamento, con i soccorsi che non si sa quando e se arriveranno. Come bonus c’è anche una storia d’amore che per una volta tanto non fa venir voglia di spegnere il lettore, ma anzi, è gestita da Kren con delicatezza e ritrae due personaggi normali, alle prese con una separazione molto dura (mai raccontata. Kren ce la fa appena intuire) e un ricongiungimento complicato.
Il tutto nel breve spazio di un’ora e trentasette minuti serratissimi. A partire dalla scoperta della macchia rossa sul ghiacciaio, in Blood Glacier non c’è un solo istante di tregua.

La chiave della riuscita di un film come Blood Glacier sta tutta nella consapevolezza di Kren e dello sceneggiatore. Consapevolezza che li porta a puntellare il loro film sugli stessi, identici elementi che avevano reso Rammbock una piccola perla: azione e personaggi.
“I tried to pick ordinary people who get involved in a horror scenario. You can identify when people in a film look ordinary and are not beautiful teenagers; I don’t actually know any beautiful teenagers“. Queste le parole di Kren in questa intervista che vi invito a leggere, tanto per capire quanto siano chiare le sue idee in materia di horror.
Gente ordinaria, dunque, sia esteticamente che caratterialmente. Nessuno dei protagonisti di Blood Glacier ha nulla di speciale. E soprattutto il personaggio principale, Janek, come del resto anche il Michael di Rammbock, possiede persino una bella dose di sfiga. Bruttarello, sgraziato, privo di particolari attrattive e ancora così legato alla donna che amava, da non essere riuscito ad abbandonare il laboratorio per cinque, lunghi anni e a rifarsi una vita.

Guarda anche  RAMMBOCK [SubITA]

Ma se chi ha visto il suo film precedente già conosce questi protagonisti atipici, la versa sorpresa è il personaggio del Ministro, interpretato da una bravissima Brigitte Kren (la mamma del regista), una distinta signora di mezza età, anche un po’ tracagnotta, che dopo l’obbligatorio smarrimento iniziale, si rimbocca le maniche e inizia a spaccare culi e destra e a manca. Non una supereroina, intendiamoci. Una donna che assume la leadership di un gruppo in difficoltà semplicemente perché quello è il suo mestiere. E lo fa con naturalezza, bollando anche come “povero idiota” lo scienziato che si mette farneticare di apocalisse e di “volersi sostituire a Dio”.

Sistemati i personaggi, dato il giusto spazio ai loro approfondimento e definizione, Kren può partire a rotta di collo con il suo assedio. E anche in questo caso, dimostra di avere più coraggio (o forse faccia tosta) di tanti colleghi che, di fronte a un budget risibile, avrebbero giocato tutto sul non visto. Kren, invece scegli di farci vedere i mostri. Certo, destreggiandosi come può con un montaggio atto a nascondere le magagne economiche, ma comunque con abbastanza spavalderia da esibire orgoglioso i suoi pupazzoni e da non usare quasi mai effetti digitali. Gli ibridi che vedrete sono (quasi) tutti realizzati dal vero.
E sono uno spettacolo. Anche se appaiono confusi tra uno stacco e l’altro, in inquadrature brevi e spesso subliminali, ché altrimenti si capisce che son fatti coi cuscini del salotto buono della signora Kren e qualche tubo di gomma. Ma attenzione, non stiamo parlando di una resa patetica dell’effetto speciale. Le creature di Blood Glacier sono spaventose sul serio. Applausi a scena aperta per Kren.

Adesso, io dovrei concludere questo articolo consigliandovi caldamente di recuperare il film per passare un’oretta e mezza in allegria. Ma sono conscia che questo post sarà letto da tre o quattro persone. Parlo di un film che non conosce nessuno e che, forse non interessa a nessuno.
Ed è paradossale che, mentre il post su Godzilla fa millemila visite, il post su Cheap Thrills ne fa meno di un terzo. Figuriamoci quello su un film austriaco di mostri girato con tre lire.
Però, vedete, questo blog vive, prospera e si regge su una tipologia di film come Blood Glacier.
È per far scoprire a chi mi legge registi come Kren che ho aperto il blog. Sì, a parlare di Godzilla mi diverto, ma è come timbrare il cartellino. Lo sapete tutti che c’è Godzilla in sala, non ve lo devo dire io.
Il mio “mestiere” (virgolette d’obbligo) è proprio andare a scovare piccole perle di cui forse non avete sentito parlare. Per il blockbuster, c’è Ciak in edicola. Un po’ di curiosità ogni tanto non guasterebbe. Altrimenti, davvero, mi tocca chiudere baracca e burattini, perché non capisco che diamine ci sto a fare qui.

Recensione: ilgiornodeglizombi.wordpress.com

 

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