//CASHBACK [SubITA] 🇬🇧

CASHBACK [SubITA] 🇬🇧

Titolo originale: Cashback
Nazionalità: UK
Anno: 2006
Genere: Commedia, Drammatico, Visionario
Durata: 102 min.
Regia:

 

Fra i mille motivi per i quali adoro il cinema c’è sicuramente il modo in cui ti sorprende anche quando da un film qualunque non ti aspetti nulla di particolare. Ti siedi, inizi la visione e qualche volta succede che, quando alla fine i titoli di coda cominciano a scorrere, ti rendi conto che quel film qualunque – che magari avevi iniziato senza ben sapere né da dove nascesse, né di cosa parlasse – alla fine ti è piaciuto. E non poco.

In questo 2010, il primo film qualunque che mi ha veramente stupito è stato “Cashback” di , esordiente alla regia di un lungometraggio che nel 2004 aveva partecipato agli Oscar, quando un suo corto era stato nominato nella categoria Miglior Cortometraggio. Questo corto, che vinse inoltre il First Prize al Lille International Short Film Festival, il Grand Prix al Brest European Short Film Festival, il Gold Hugo al Chicago International Film Festival, il premio come Miglior Corto al Tribeca Film Festival e il premio del pubblico all’Evora International Short Film Festival e al Leuven International Short Film Festival, si intitola “Cashback” ed i nomi dei due film sono praticamente gli stessi perché il lungometraggio prodotto nel 2006 è stato sviluppato a partire proprio da questo precedente lavoro di Ellis. Nonostante “Cashback” (il lungo) sia poi stato apprezzato sia dalla critica sia dal pubblico negli oltre 25 Paesi nei quali è stato distribuito, in Italia non se n’è vista traccia (se volete comprarlo, qui su Amazon lo trovate in inglese e francese).

Protagonista del film è Ben Willis, giovane universitario col sogno del disegno e della pittura, la cui storia d’amore con Suzy finisce. Emotivamente distrutto, il ragazzo comincia a soffrire d’insonnia, a vivere il in maniera diversa da tutte le altre persone, e per le lunghe notti in cui non riesce a dormire si trova un lavoretto temporaneo nel market di Mr. Jenkins. Ogni notte Ben gli dà le sue otto ore insonni, loro soldi. Cashback.

La prima cosa che mi ha colpito di “Cashback” è sicuramente la regia di Ellis, molto personale, efficace nel combinare situazioni comiche ad alcune più drammatiche, trattando sempre ottimamente la psicologia e le emozioni del protagonista, regalando persino momenti di notevole lirismo e rivelando pure una buona raffinatezza nel dipingere alcune sequenze dotate di un certo erotismo. Fermo restando che il lavoro di Ellis non sembra mai una copia di niente, ma anzi si conferma sempre molto originale e coinvolgente, sembra quasi che in “Cashback” si fondano le arti di alcuni apprezzati registi contemporanei, tra i quali sicuramente Michel Gondry, Richard Linklater, Kevin Smith e, volendo esagerare, anche Gus Van Sant. Questo chiaramente non lo dico solo perché uno dei temi centrali del film sono i pensieri e i sentimenti dei giovani, ma anche perché lo stile di Ellis richiama in modo utile e validissimo quelli di Gondry (nella visionaria oniricità), Linklater (nella delicatezza attraverso la quale si racconta l’amore), Smith (nella sfrontatezza di alcune sequenze) e Van Sant (nelle tematiche della solitudine e della ricerca di qualcosa, oltre che nelle invenzioni artistiche che rendono la pellicola molto… come dire… indie).

Insomma, la trama non è troppo imprevedibile, molte soluzioni narrative sono pure piuttosto facili, ma “Cashback” ha il grande pregio di non mettere mai troppo in mostra questi difetti, mascherandoli dietro alla propria validità artistica che si rivela sì nella regia, ma anche sotto diversi altri aspetti. Sono infatti sicuramente da citare anche la buona interpretazione di Sean Biggerstaff (visto di sfuggita nei panni di Oliver Wood nei primi due Harry Potter) ed una colonna sonora favolosa che, oltre ai pezzi originali di Guy Farley (“I colori dell’anima – Modigliani”, “Identikit di un delitto”), accosta in maniera incredibile brani classici (Bellini, Ravel) e musica moderna (The concretes, Bryan Adams).

La frase: Freno bruscamente per poi schiantarmi contro un muro di emozioni.

Recensione: pellicolascaduta.it

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