//CHEAP THRILLS [SubITA] 🇺🇸

CHEAP THRILLS [SubITA] 🇺🇸

Titolo originale : Cheap Thrills
Nazionalità: USA
Anno: 2013
Genere: Commedia, Drammatico, Horror
Durata: 85 min.
Regia:

 

Facciamo un test per vedere se sei una persona di merda

Una delle caratteristiche più subdole e più diffuse tra le persone di merda è questa: tu puoi accettare la perdita e puoi accettare la sconfitta, fondamentalmente perché sei un perdente e uno sconfitto, e più ti convinci di esserlo e più ti comporti come tale, e questo circolo vizioso ti delizia. Fin qui tutto bene. Quello che riesci ad accettare molto meno è quando la tua perdita e la tua sconfitta si accompagnano a una vittoria altrui, e in particolar modo alla vittoria di qualcuno che conosci bene. Se sei una persona di merda, il tuo fallimento andrà sempre a braccetto con la più bruciante delle invidie.
Certo, ci sono persone a cui vuoi bene davvero, persone del cui successo sei felice, persone che aiuti con sincero disinteresse, ma quante persone del genere capitano nella vita di una persona di merda? Una, a andar bene. Tutti gli altri, tutti quelli che chiami amici o conoscenti, in realtà non sono né amici né conoscenti: sono persone che tolleri perché, a modo loro, hanno fallito anch’esse. Esempio: sin da piccolo volevi fare il pilota di aerei? Benissimo. Hai mai provato a frequentare un’accademia aeronautica? No: ti sei iscritto a giurisprudenza e poi ti sei incastrato nel primo buco in banca che hai trovato libero. E sei assolutamente disposto a sopportare, anche di buon grado, anche per tutta la vita, la frustrazione di un’esistenza dietro lo sportello. Uno sguardo al cielo in pausa pranzo, e torni tranquillo a inoltrare bonifici. Ma non augurarti mai, MAI, che un tuo amico/parente diventi davvero un pilota d’aerei. Verrebbe a crollare tutta quella visione pessimista e limitante che ti eri costruito, sulla quale avevi basato l’intero vigliacchissimo iter della tua vita. E allora sì che starai male, che ripenserai a quel che sarebbe potuto essere, e augurerai al tuo caro amico pilota ogni turbolenza, ogni sciagura, ogni sparizione dai radar, ogni Mohammed Atta. Se sei una persona di merda non hai amici, solo persone abbastanza sfigate da non suscitare il tuo odio.
La questione non è mai tanto «Che cosa sei disposto a fare per il successo». La questione è: «Che cosa sei disposto a fare pur di togliere il successo a qualcun altro».
È una questione interessante. Cheap Thrills è un film che affronta, almeno in parte, queste domande, e lo fa coi toni della commedia nera, tenendo sempre molto alto il ritmo, dispensando violenza in dosi più che giuste e regalando il ruolo della vita a uno degli attori di Anchorman.

V’interessa? Lo prendo come un sì

Trama: il protagonista Craig ha la faccia quadrata e quotidiana di Pat Healy. Lo vediamo alle prese con i fastidi di una vita con moglie e prole, un avviso di sfratto tra capo e collo, un licenziamento inaspettato perché la . La sera va al bar per annegare la disperazione eccetera. Qui incontra Vince, ex-buon amico finito in un brutto giro. Non si vedevano da anni, chiacchierano, si consolano a vicenda con quel quanto basta di sincerità tipico delle situazioni come questa. Vince, peraltro, è Ethan Embry, che solo grazie alla mia memoria di Asperger sono riuscito a identificare come “il bassista di That thing you do“.
Poi che succede. Succede che al tavolino accanto è seduto un riccastro tondo e caciarone con mogliettina giovane fica annoiata. Il riccastro si fa amici i due sfigati, inizia a offrire da bere, grida Stasera ci divertiamo, offre venti dollari al primo che si scola uno shot. Poi ne offre cinquanta al primo che si fa tirare uno schiaffo dalla cameriera. Sfarfalla mazzette di banconote come se non avesse il minimo problema a spendere qualunque somma per qualunque cazzata – ed è esattamente così. È un ricco annoiato con tutti i soldi del mondo, e Craig e Vince sono i suoi due giocattoli/esperimenti sociologici/giullari tragici di questa sera.

Giullari tragici

Voi mi dite: non è la premessa più nuova del mondo. E non lo è. Ironia nera su ingiustizie di classe, poveri disgraziati che si umiliano, tutto che sfocia in sfide sempre più estreme per somme sempre più alte, e come mai come mai sempre in culo agli operai. Ma fidatevi, amici, ché il regista è un amico nostro: esordisce nel lungometraggio con un discreto botto e ci fa ben sperare per la sua futura partecipazione a ABCs of Death 2.
Intanto il ritmo regge benone sin dall’inizio, senza dilungarsi troppo nell’infernino familiar-lavorativo. Si entra subito nella dinamica del GIOCO PERVERSO e non se ne esce più fino alla fine. La cosa davvero bella, però, è che tutto questo GIOCO PERVERSO si mantiene sempre, sempre, in un equilibrio precario davvero difficile da reggere; un equilibrio che ha la stessa faccia del suo protagonista Pat Healy: solido ma vulnerabile, tanto suburbano-dimesso quanto potenziale psicopatico, uno di quelli che salutano sempre, o che «salutavano sempre». È anche grazie a lui che Cheap Thrills riesce a essere una commedia nera, poi nerissima, poi rossa rossa, ma senza mai scadere in un grand guignol cartoonesco; si va sopra le righe, sì, ma nei limiti di una credibilità che tiene sempre i piedi belli saldi per terra. Lo svolgimento del GIOCO PERVERSO non sarà privo di urla disumane, sangue a fiotti, cose disgustose e risate (nostre) a denti strettissimi, ma rimane sempre possibile identificarsi con i personaggi (anche se non è per niente facile capire CON QUALE, né questo processo di identificazione è in alcun modo piacevole), e non si fa mai quel passo ulteriore nella follia sbracata che porterebbe tutta la vicenda sul piano dell’incredulità e della risata liberatoria.

E una bella fetta del merito va, tra tutte le persone che ci sono al mondo, a David Koechner, che tutti noi ricordiamo come “il quarto di Anchorman” e che vanta una lunga carriera di secondo piano, spesso sprecata in commediacce di bassa lega che non mi avevano mai fatto dubitare della sua simpatia ma del suo effettivo talento un po’ sì. E invece guardatelo qui: Katz sa sfruttare la sua facciotta rassicurante e la sua compagnoneria naturale, pompando al tempo stesso quella vena di imprevedibiltà non necessariamente benigna che si intravedeva in Anchorman – e il suo personaggio diventa il perno su cui si calibra tutto quell’equilibrio di cui sopra. Quando Koechner, paonazzo e imballatissimo di coca, dice «Non vi ucciderò» e «Potrete andarvene quando vi pare», tu gli credi, e gli credono anche i personaggi. Infatti lui non mente, non ci sono doppi giochi nel suo GIOCO PERVERSO. Fa tutto alla luce del sole, la faccia simpatica e onesta di una competizione al massacro che lui si limita a gestire e dirigere, ma mai contro la volontà dei partecipanti.
Compagnoneria naturale

Ed è qui che torno al discorso iniziale. Vince e Craig sono due sconfitti, con nulla da perdere e tutto da rimpiangere: a Craig, Vince invidia la normalità, la borghesia. A Vince, Craig invidia l’esatto opposto: la libertà, la malavita. Metteteli a competere per denaro, e più ancora dell’avidità e del bisogno saranno la frustrazione e l’invidia a renderli dei mostri – sarà cioè il loro essere persone di merda, che poi è come dire persone normali, o anche solo persone. È un modo molto crudele e molto azzeccato di tratteggiare tutta una fetta d’umanità pur mantenendosi nei binari della commedia truculenta; e il culmine è la scena in cui Koechner offre ventimila dollari al primo che si autoinfliggerà una cosa brutta (non entro nei particolari) e i due iniziano a puntare AL RIBASSO, preferendo guadagnare meno pur di non far vincere l’altro. L’automutilazione è un piccolo prezzo da pagare, quando il vero premio è mutilare l’ego del rivale. «Che cosa sei disposto a fare pur di togliere il successo a qualcuno?»

Il risultato è un film ottimo da guardare con gli amici, ridendo e gridacchiando tutti insieme, salvo poi far mente locale e iniziare a guardarsi con sospetto gli uni con gli altri, mentre le risate e le grida muoiono in gola. Cheap Thrills non sarà niente di nuovo, ma entro i limiti delle sue non alte ambizioni fa tutto giusto, e riesce a portarsi a un risultato che non era per niente scontato, secondo me.
Uh, a proposito, a te com’è andato il test per scoprire se sei una persona di merda?

Recensione: i400calci.com

 

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