//CHIEN [SubITA]

CHIEN [SubITA]

 

Titolo originale: Chien
Paese di produzione: Francia
Anno: 2017
Durata: 90 min.
Genere: Commedia, Drammatico
Regia:

 

Jacques Blanchot perde tutto: moglie, figlio, casa e suo lavoro. Diventa gradualmente estraneo al mondo che lo circonda. Il proprietario di un negozio di animali lo raccoglie, ma incapace di avere un amico, ne fa il suo cane. Fino a dove può arrivare la disumanizzazione?

Jacques Blanchot ha una moglie che lo allontana da casa perché soffre di un’allergia fisica nei suoi confronti. Il figlio è scarsamente interessato a lui e il lavoro, in un negozio dove tutto è in svendita, non gli dà molte soddisfazioni. Avendo deciso di acquistare un cane si iscrive a un corso di addestramento. Finirà con l’essere addestrato.

ci ha ormai abituato a un cinema in cui il surreale racconta la realtà (Il condominio dei cuori infranti ne costituisce una testimonianza). In questo caso alza ancora l’asticella e si ispira a Kafka avendo in mente Kaurismaki.

“Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò trasformato in un enorme insetto”. Così inizia “La metamorfosi”. Blanchot non si sveglia trasformato in cane, lo diventa progressivamente. Perché così vuole chi ha potere (la moglie, il figlio, l’addestratore). La sua fiducia nell’umanità è forse troppo illimitata perché qualcuno non finisca per approfittarne ma non è solo sua. In un film in cui si assiste ad esplosioni di violenza ‘bestiale’ (come nella storia contemporanea) lui si trasforma nella bestia che, come stereotipo vuole, nella sottomissione cerca di trovare il senso della propria esistenza.
È un apologo sulla Storia contemporanea quello che Benchetrit ci propone. Una Storia in cui un numero sempre maggiore di sedicenti leaders amerebbe tanto poter essere a capo di ‘democrazie’ da tenere al guinzaglio scegliendo il modello in cui si può variare con un clic la lunghezza dello stesso. Non mancano nel nostro tempo i Jacques Blanchot pronti ad indossare il collare adatto e a scodinzolare riconoscenti. Se letto così Chien perde i connotati del surreale fine a se stesso destinato a stupire e/o a far scuotere la testa a chi dal cinema vuole verosimiglianza e comprensibilità immediate. Si trasforma in un monito che ci mette di fronte alla risorgente nostalgia dell’ forte anticipandone le conseguenze.

mymovies.it

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