//DESTRUCTION BABIES [SubITA] 🇯🇵

DESTRUCTION BABIES [SubITA] 🇯🇵

Titolo originale: Disutorakushon beibîzu
Nazionalità: Giappone
Anno: 2016
Genere: Commedia, Drammatico, Thriller
Durata: 108 min.
Regia:

 

In un panorama estremo giapponese, dove nomi come Takashi Miike, Sion Sono, Shin’ya Tsukamoto e Takeshi Kitano appaiono oramai come dei veterani, ecco allora spuntare , una delle nuove leve più promettenti e meritevoli di attenzione, capace di convogliare in una sola pellicola tutto il disagio e l’abbandono dell’attuale gioventù adolescenziale nipponica, come ci riuscì negli anni ’60 e ‘70 il grande Kōji Wakamatsu. Mitsuhama, cittadina portuale in Giappone. Abbandonati dai genitori, Taira e Shouta Ashiwara, sono due fratelli adolescenti che abitano in un cantiere navale in prossimità del mare. Taira si azzuffa pesantemente e spesso con studenti provenienti da altre parti della città, ma un giorno ha la peggio e scompare. Mentre Shouta lo cerca dappertutto, Taira, spinto dal proprio ego ostinato che rifiuta la sconfitta, si imbarca in un viaggio di violenza attraverso le strade della città, alla ricerca di altri contendenti da battere, finendo per incontrare lungo il suo cammino due nuovi compagni di viaggio …..solo per una lunga ed estrema nottata!

Un film vibrante e potente come un fiume in piena nella prima parte, ma destinato a sfociare, nella seconda, in un mare desolante di tristezza e rassegnazione alla violenza presente nel DNA giapponese, da generazioni e con sofferenza repressa inutilmente, perché proprio i giovani ne sono l’espressione massima e senza appello. Divertente e feroce allo stesso per un’ora buona, DESTRUCTION BABIES, galleggia a metà strada tra un film di gang giovanili alla CRAZY TUNDER ROAD, con scazzottate, botte da orbi, annessi litri di sangue e diversi denti persi per strada, ma dove emerge chiaro e lampante l’assenza più grave in una come quella nipponica: quella degli adulti, in particolare della legge e di conseguenza delle istituzioni.
L’ironia, rappresentata da risse che renderebbero felice il mai dimenticato Bud Spencer, è destinata a svanire nel corso della nottata e delle successive scorribande di Taira e dei suoi ‘compagni’ di viaggio. Il viscido Yuya e la bella cleptomane Nana (l’attrice Nana Komatsu, nota a molti per aver interpretato la folle di ‘THE WORLD OF KANAKO”), con una lenta e costante discesa nella instabilità esistenziale della gioventù odierna giapponese, rappresentata da Mariko in questo film attraverso i suoi principali protagonisti. Un’incomunicabilità generazionale impossibile da colmare e destinata a non ricucirsi mai, perché il finale, crudo e letale, non permette di intravedere nessuna speranza all’orizzonte. Un nuovo filmone giapponese duro come la pietra, capace di coniugare dramma, violenza estrema (piacevolmente esagerata), disagio giovanile e lucida critica alle istituzioni nipponiche senza scivolare in buonismi inutili, pacche sulle spalle e discorsi politicamente corretti. Questo film, supportato da una colonna sonora importante, rappresenta un nuovo urlo di sofferenza adolescenziale contemporanea, dove l’unica arma per attirare l’attenzione degli adulti sembra essere solo la becera e brutale violenza. Notevole!

Recensione: horrorestremo.altervista.org

 

Related posts