//DOGRA MAGRA [SubITA]

DOGRA MAGRA [SubITA]

 

Titolo originale: Dogura magura
Nazionalità: Giappone
Anno: 1988
Genere: Fantascienza, Horror, Thriller
Durata: 109 min.
Regia:

 

Kure Ichiro si trova rinchiuso in un ospedale per malati di mente. Egli non ricorda nulla di sé, neppure il suo nome e non sa come reagire alle parole del dottor Wakabayashi che lo apostrofa come un assassino. Ichiro avrebbe ucciso la propria fidanzata, ma egli non ricorda di averlo fatto né di aver mai avuto una fidanzata. Wakabayashi lo rassicura. Gli dice che potrà liberarlo dallo stato confusionale sottoponendolo ad un esperimento di ricostruzione della memoria già tentato con successo dal defunto dottor Masaki, eminente scienziato e filosofo che ha reso celebre la clinica nella quale si trovano.

La terapia del medico si fonda sul concetto che le colpe e la fragilità di ogni individuo sono il prodotto di deviazioni della personalità maturate in fase di gestazione materna nel primo stato di psichica dell’embrione, quando si assimilerebbero esperienze di miliardi di anni di evoluzioneKure Ichiro si trova rinchiuso in un ospedale per malati di mente. Egli non ricorda nulla di sé, neppure il suo nome e non sa come reagire alle parole del dottor Wakabayashi che lo apostrofa come un assassino. Ichiro avrebbe ucciso la propria fidanzata, ma egli non ricorda di averlo fatto né di aver mai avuto una fidanzata. Wakabayashi lo rassicura. Gli dice che potrà liberarlo dallo stato confusionale sottoponendolo ad un esperimento di ricostruzione della memoria già tentato con successo dal defunto dottor Masaki, eminente scienziato e filosofo che ha reso celebre la clinica nella quale si trovano. La terapia del medico si fonda sul concetto che le colpe e la fragilità di ogni individuo sono il prodotto di deviazioni della personalità maturate in fase di gestazione materna nel primo stato di psichica dell’embrione, quando si assimilerebbero esperienze di miliardi di anni di evoluzioneumana.

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Contorto, labirintico, capzioso, esattamente come il cervello umano, che è il vero fulcro del film: là dove risiede la memoria, persa da un ragazzo rinchiuso in manicomio e indagata da due psichiatri (di cui uno morto) privi di scrupoli. La narrazione, verbosa e visionaria al tempo stesso, inquietante e beffarda, spaventosa e ironica, procede a balzi, avanza, indietreggia, sbanda di lato, crea trabocchetti, rivela e nasconde. Lo spettatore si confonde, proprio come i personaggi, ma non può non rimanere catturato.

Recensione: asianworld.it

 

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