//EXCISION [SubITA] 🇺🇸

EXCISION [SubITA] 🇺🇸

Titolo originale: Excision
Paese di produzione: USA
Anno: 2012
Durata: 81 min.
Genere: Drammatico, Horror
Regia:

Pauline, una studentessa di medicina depressa e con qualche problema di stabilità mentale, è ossessionata dall’approvazione continua di una madre invadente che ha riposto su di lei ogni sua aspettativa di vita fallita. Pur di non deluderla, la giovane è pronta a qualsiasi azione, anche a macchiarsi le mani di sangue con crimini sempre più atroci ed estremi, che la portano ad odiare la chiesa e, in particolar modo, il reverendo William. Nessuno sembra capire le motivazioni delle sue azioni tranne che la sorella Grace, affetta da fibrosi cistica, ma la situazione comincia a degenerare con imprevedibili risvolti quando Pauline si mette in testa l’idea di perdere la verginità, perdendo il controllo delle proprie azioni.

Un horror che tenta di indagare sul disagio giovanile facendo ricorso ad una impostazione volutamente retorica ed eccessiva. L’apparente livello materialista della protagonista (sangue mestruale, parolacce, sesso sperimentale) cela un profondo malessere psicologico, ignorato da chi dovrebbe invece capirne cause e sintomatologie.

Pauline (AnnaLynne McCord) è una problematica studentessa -con aspirazione di specializzarsi in medicina- imbrigliata in convenzioni ipocrite, compagni di scuola che se ne prendono beffa e una madre (Traci Lords) rigida e talvolta dispotica. Attratta da pulsioni necrofile -che trovano appagamento platonico in visioni e disturbanti- e poco incline a preghiere convenzionali (dialoga con Dio in maniera piuttosto iconoclasta) prova sentimenti di affetto solo per la piccola sorellina Grace (Ariel Winter), ammalata di fibrosi cistica.

“Con te ci ho provato e riprovato. È impossibile volerti bene.” (Phyllis/Traci Lords, rivolta alla figlia Pauline)

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aveva diretto un omonimo cortometraggio nel 2008, al quale era evidentemente legato. Al punto di estendere lo stesso soggetto in lungometraggio e debuttare così in regia. Sensibile alle problematiche adolescenziali e -in particolare- al difficile passaggio femminile all’età adulta, realizza un film dal tenore disturbante. Sorretto dalla convincente AnnaLynne McCord, per necessità di copione volutamente abbruttita e antipatica, Bates porta in scena una protagonista odiosa, volgare e decisamente, a tratti, rivoltante (la scena in cui annusa un tampax sporco, appena rimosso, è da voltastomaco, non meno di quando perde la verginità e sottopone il partner a un lavoro di lingua mentre ha le mestruazioni).

Incompresa, perché lei stessa non riesce a definire le sue pulsioni (tra dubbi gender e derive da Psychopathia Sexualis dello psicologo Freiherr von Krafft- Ebing), Pauline replica al disprezzo dei suoi coetanei allontanandosi sempre di più dalla norma e da comportamenti socialmente idonei. Insensibile persino nei confronti della madre (l’ancora piacente pornostar precoce degli Anni ’80, Traci Lords, sorprendentemente brava come attrice drammatica), provata nella stima dalle sconfortanti valutazioni dei docenti, sottovalutata dal parroco/psichiatra (interpretato da un’altra icona del non convenzionale, John Waters), finisce per approdare sulle sponde della follia, arrivando a mettere in atto un comportamento che -definire dissociato- è un eufemismo. Excision, lo si capisce dai profondi (per quanto iconoclasti) soliloquoi che Pauline tiene a se stessa, è un horror con una marcia in più. Un horror che non rifugge da un fondo di macabro sarcasmo, ma il tutto in funzione di un discorso più ampio e di significativo peso. Pauline non è la solita teenager priva di giudizio ma ha invece una forte sensibilità, non indirizzata nella giusta direzione dalle persone che le sono più vicine e che non arrivano (come purtroppo spesso accade nella realtà) a comprendere la gravità dello stato psicologico (di profonda sofferenza) in cui versa. Un film che si chiude con le urla di una madre, disperata perché cosciente di essere fallita -nel peggiore dei modi- prima che come genitore, come donna e come amica. Sul piano tecnico Bates rasenta la perfezione, riuscendo a sfruttare al massimo delle potenzialità lo staff tecnico/artistico. Oltre alla stupenda fotografia, in grado di accentuare il contrasto tra il rosso del sangue e colori chiari al limite dell’abbagliante, è da segnalare l’ottimo lavoro della protagonista in grado di calarsi completamente nel ruolo di alienata socialmente pericolosissima (e consapevole di essere tale).

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La preghiera di Pauline

“Lo so che non mi ascolterai, comunque sei giustificato se decidi di ignorarmi. Voglio solo togliermi un peso dal cuore. Non ho letto il tuo libro per intero. Sai, non mi va di investire il mio tempo in un’opera letteraria (la Bibbia, n.d.r.) che ha ricevuto tante critiche contrastanti. Mi piace molto leggere, e di libri ce ne sono così tanti… Ok. Ascolta: farò sesso prima del matrimonio; so che non sarai d’accordo al cento per cento, così mi chiedevo se potevamo iniziare a parlare di una soluzione. Suppongo che se ti chiedo di perdonarmi sei costretto a farlo. E questo, non è affatto male. Fammi sapere se sto sbagliando, altrimenti procedo come da accordi. Amen.”

filmtv.it

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