//GENIUS PARTY BEYOND [SubITA] 🇯🇵

GENIUS PARTY BEYOND [SubITA] 🇯🇵

Titolo originale: Genius Party Beyond
Nazionalità: Giappone
Anno: 2008
Genere: Animazione, Visionario
Durata: 85 min.
Regia: , , , ,

 

Gala:
Mahiro Maeda è uno dei nomi di punta dell’animazione giapponese, avendo lavorato a serie di altissimo livello (come ad esempio Neon Genesis Evangelion e la versione fantascientifica de Il conte di Montecristo) e avendo collaborato anche a diversi progetti con registi internazionali del calibro di Quentin Tarantino e i fratelli Wachowski. Il suo Gala narra di un antico villaggio, composto di capanne e poco altro, in cui convivono pacificamente ed esseri sovrannaturali. Un giorno dal cielo cade quello che a prima vista sembra un meteorite, ma che si rivela essere una sorta di gigantesco uovo. Gli uomini del villaggio cominciano a colpire questo gigantesco uovo con tutto ciò che hanno, fuochi d’artificio e strani marchingegni compresi. Un giovane demone però percepisce qualcosa che non va. Dentro quell’uovo/meteorite c’è qualcosa di vivo, qualcosa che sta crescendo, qualcosa che vuole uscire. Aiutati da un vecchio del villaggio, il giovane demone e i suoi due amici (una ragazza alata e un gatto gigante) suonano degli strumenti magici giganti per aiutare quella “cosa” a nascere. Nonostante il character design sia molto semplice la qualità generale del corto è davvero alta. Animazioni fluidissime, regia molto curata e ritmo di narrazione ossessivo come la suonata per esortare “l’uovo” a schiudersi. In poche molto coinvolgente.

Moondrive:
Che fosse l’enfant prodige del tratto grezzo in animazione lo si era capito fin dai tempi in cui curò il segmento animato di Kill Bill Vol. 1 e se si aveva bisogno di una ulteriore conferma, il character design e le animazioni di Moondrive portano questo suo stile a un livello superiore. Personaggi dallo stile ultra caricaturale, ma dal tratto grezzissimo si muovono all’interno di fondali ultra dettagliati, ma che al contempo sono realizzati con un tratto ancora più grezzo e assurdo. La storia è ambientata sulla Luna e vede come protagonisti un gruppo di “sfigati wannabe gangster” che si mette sulle tracce di un misterioso e antico tesoro, la cui mappa però è scritta in una lingua ormai morta. Risoluzioni di trama trash, personaggi trash, fondali dall’aspetto trash. In Moondrive è tutto un po’ trash, ma uno stile così “libero” non lo si vedeva da molto, molto, tempo.

Bau Bau:
Bau Bau di Shinya Ohira (animatore di altissimo profilo, avendo lavorato tra gli altri anche ad Akira, FLCL e Ghost in the Shell) parla di un ragazzino che è rimasto da solo a con la mamma incinta. Tutto sembra normale, quando un terremoto sembra smontare tutta la : quel sisma in realtà è un gigantesco orco che trascina il povero ragazzino in una dimensione assolutamente onirica. Esprimere in semplici l’orgia visiva che rappresenta Bau Bau è impossibile. Realizzato con uno stile che mischia il pastellato al decoupage, Shinya Ohira realizza un delirio grafico incredibile. Pieno di movimenti, deformazioni, trasformazioni, invenzioni grafiche che si susseguono con un ritmo talmente alto che ci si accorge di aver perso qualcosa lungo la strada. Guardandolo, si ha proprio l’impressione di essere con il ragazzino nell’assurdo e rocambolesco mondo dei sogni.

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Kit per Bambole di Ceramica:
Kit per Bambole di Ceramica, di (qui al suo debutto come regista dopo una carriera come animatore) è un cortometraggio molto suggestivo e con numerosi elementi fantascientifici che parla di una ragazza che è in grado di animare i giocattoli grazie a un particolare tipo di ceramica che è, a tutti gli effetti, un essere vivente. Ma questo essere vivente può rivelarsi molto pericoloso… Animazioni molto fluide e uno stile di disegno classico, con sfondi molto ben curati e dettagliati valorizzano ulteriormente una storia già di per sé intrigante e avvincente. Uno dei corti migliori di tutti.

Dimension Bomb:
Dimension Bomb di Koji Morimoto (Il migliore animatore del giappone, che ha lavorato a opere come Memories, Robot Carnival e Akira) è un enorme delirio audiovisivo dove la fusione tra sonoro ed animazione a cui lo STUDIO 4°C ci ha abituato raggiunge un livello ancora più alto di qualità. Inutile descrivere di cosa parli (in pratica, è la storia di una ragazzina che fa scoprire a un alieno la sua umanità), l’unica maniera giusta di vedere Dimension Bomb è di lasciarsi trasportare dal fiume delle immagini e dal fluire dell’elettronica colonna sonora, farsi prendere dalle atmosfere e dalle sensazioni che riesce a suscitare nello spettatore. Se visto in questo modo, Dimension Bomb è uno spettacolo davvero d’alta classe, vera e propria videoarte, e personalmente lo considero il migliore in assoluto della raccolta.

aasforum.magius.it

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