//GOLEM [SubITA]

GOLEM [SubITA]

 

Titolo originale: Golem
Nazionalità: Polonia
Anno: 1979
Genere: Drammatico, Fantascienza
Durata: 92 min.
Regia:

 

“Dopo un disastro di immani proporzioni, quanto rimane dell’umanità è in mano ad una élite di scienziati che impiega le ultime risorse di una avanzatissima tecnologia nell’intento di fondare un ordine stabile e duraturo. L’uomo che la scienza va creando è l’uomo-macchina, il cittadino perfetto, affidabile e controllabile. Ma, imprevedibilmente, l’esperimento per il “superuomo” sortisce risultati… “

L’opera di presenta a mio avviso parecchi punti d’interesse; oltre ad essere, nella maggior parte dei casi, cinema a budget limitatissimo, riesce, nel Golem, a distinguersi nettamente da altre pellicole “di genere” del periodo.
L’immaginario distopico non si appiattisce solo ed unicamente nella ovvia, e fortunatamente, sarcastica rappresentazione delle mille articolazioni burocratiche del , ma ancora più causticamente si dirige verso la “ dello spettacolo” liberata dalle scorie d’ambizione libertaria, il film è uscito in Polonia all’approssimarsi degli anni ’80, e rappresentata come diretta evoluzione della prima.

La parola golem è presente nel Salmo 139,16 tradotta come “embrione”. I fondamenti di questa credenza hanno origine dal Rabbi Eleazar di Worms (1165-1230) i cui scritti trattano in particolare del magico dei nomi. Vi sono 231 combinazioni di lettere dell’alfabeto ebraico. Il numero 231 è ricavato dalla moltiplicazione di ventidue parti del corpo umano per le prime undici lettere dell’alfabeto ebraico. Le prime undici lettere hanno un creativo. Le combinazioni con le ultime undici lettere hanno un distruttivo. Diverse culture presentano la convinzione di poter creare esseri antropomorfi mediante la magia. Nell’ebraismo non è utilizzata la magia, ma la potenza creativa delle lettere dell’alfabeto ebraico. Come sostiene Moshe Idel, la pratica della creazione del Golem costituisce un tentativo umano di conoscere Dio.

Il golem è dunque una creatura antropomorfica (homunculus magicus) cui è stata data la vita usando il nome di Dio. Golem significa in ebraico “materia senza forma”. La più antica narrazione di creazione di golem è legata al rabbino Eliyahu di Chelm (Polonia, 1674 d.C.), detto Baal-ha-shem (il padrone del nome). Nelle leggende medievali ebraiche il golem è creato con il della parola ebraica emet, che significa verità. I golem sono creati come servi obbedienti. Durante il Medioevo alcuni passi del libro più importante dell’esoterismo ebraico, risalente ad Abramo e detto Sefer Yetzirah (Libro della Creazione) furono studiati per ottenere il mistico di creare e animare un golem. Si credeva che il golem potesse essere attivato da un’esperienza estatica indotta dall’uso rituale di varie lettere dell’alfabeto ebraico. Il Sefer Yetzirah il libro che contiene le sefirot, i dieci modi dell’agire di Dio, è usato per creare il golem attraverso la combinazione di parole presenti in esso. Nel XVI secolo il rabbino Jehuda Löw ben Bezalel di Praga, cominciò a creare golem per sfruttarli come suoi servi, plasmandoli nell’argilla e risvegliandoli scrivendo sulla loro fronte la parola “verità” (in ebraico אמת – emet).

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Ma i golem così creati crescevano sempre di più ed era impossibile servirsene. Il rabbino decideva talvolta di disfarsi dei golem più grandi, cambiando la parola sulla loro fronte in “morte” (in ebraico מת – met). Un giorno perse il controllo di un gigantesco golem, che cominciò a seminare distruzione. Jehuda Löw ben Bezalel smise allora di crearli e nascose quelli già creati nella genizah (ripostiglio sacro) della sinagoga Staronova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico di Praga dove, secondo alcuni, si trovano tuttora. Nel 1883 la genizah fu rinnovata, ma non vi erano tracce di golem. Secondo altre fonti i golem sono stati rimossi e seppelliti nel distretto Žižkov della capitale ceca. Alcuni ebrei ultraortodossi credono che Maharal (il rabbino Yehudah ben Bezalel, XVI sec. d.C.) creò realmente un golem. Rabbi Menachem Mendel Schneerson (l’ultimo rabbino lubavitico) scrisse che il suo patrigno Rabbi Yosef Yitzchok Schneerson vide i resti di un golem nella genizah della sinagoga Staronova di Praga. Nel museo ebraico di Úštěk (Repubblica Ceca) si trova la statua di un golem accanto all’ingresso.

Recensione: asianworld.it

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