//HAGAZUSSA [SubITA] 🇦🇹

HAGAZUSSA [SubITA] 🇦🇹

Titolo originale: Hagazussa
Nazionalità: Austria, Germania
Anno: 2017
Genere: Horror
Durata: 102 min.
Regia:

 

Nel XV secolo, Albrun vive nelle Alpi prendendosi cura di una mandria di capre da quando sua madre è morta, vent’anni prima. Un giorno, però, Albrun si rende conto di come nelle profondità del bosco si nasconda una presenza sinuosa che trasformerà la sua in un incubo.

La visione cinematografica della stregoneria nel nuovo millennio ha cambiato decisamente pelle, rinunciando a spettacolarizzazioni fuorvianti in stile hollywoodiano, cercando di catturare l’essenza dei rituali, quadri e libri che ne hanno alimentato nei secoli il timore e la paura nelle persone più sensibili ed impressionabili. Quale posto migliore se non il cuore dell’Europa, l’Austria del XV secolo, con le sue alpi innevate, i suoi boschi misteriosi e la peste che aleggiava minacciosa nell’aria per narrare una storia estrema (molto estrema) sulla stregoneria. Opera prima (se escludiamo medio metraggi e cortometraggi) di questo giovane regista viennese capace di coniugare tradizioni, paure secolari e superstizioni con una visione moderna e accattivante, senza ricorrere a jump-scare e abomini del cinema horror più recente destinato a finire nel cestino.

Il film è suddiviso in quattro parti ben distinte, ma cronologicamente regolari, che seguono la vita, prima da bambina e poi da adulta, di Albrun, divenuta orfana dopo la morte (a causa della peste) della madre, una donna accusata dai suoi vicini di essere una strega. SHADOWS, HORN, BLOOD e FIRE sono le quattro parti, che seguono una linea inizialmente oscura con il titolo di ognuna che troverà sempre il suo significato nell’ultima scena mostrata del citato capitolo.

Rumori naturali ed innaturali, colori glaciali amalgamati a colori vivi e calorosi, dialoghi con il contagocce ma profondi ed inquietanti, sono il contorno ideale di questa tragica e terribile storia di stregoneria, dove superstizioni e allucinazioni pericolose si fonderanno in un mare di sangue e fuoco, elementi imprescindibili per ogni buona storia con protagonista una strega, o meglio, Hagazussa, termine germanico per definire la donna avvezza a rituali magici e terrificanti. Peste, purificazione, sacrifici (alcuni inenarrabili), caproni, serpenti, mele, putrefazione, , paganesimo, vermi, stupri, rituali aberranti e tutti gli elementi caratteristici del mondo più estremo della stregoneria, faranno capitolino nella vita di Albrun, di sua madre Martha e dell’omonima nipotina di quest’ultima, nata da un padre senza nome e di ‘natura incerta’. Impressionante la magnifica fotografia, di estrema qualità, magnetica e accompagnata da musiche ansiogene e spesso terrificanti, dove gli elementi naturali (neve, boschi, laghi, fuoco e animali) avvolgono incessantemente ma con una corposa la vita di Albrun sin dall’infanzia. Impossibile non citare il bellissimo THE VVITCH di Robert Eggers e il capolavoro ANTICHRIST di Lars von Trier, gli unici film forse, in epoca recente, paragonabili a questa nuova opera, con alcuni elementi in comune, dove però rispetto al film di Eggers l’impronta europea si nota eccome, per ambientazione storica, dialoghi e costumi. Un film inaspettatamente carnale, morboso e viscerale, dove gli elementi zoofili sono mostrati in chiave nuova, innovativa ed incredibilmente intima. Il film è più volte in bilico tra reale ed irreale, ma sono i primi a dominare, con elementi estremi e disturbanti da far tremare i polsi nelle ultime due parti. Un horror estremo a 360° gradi, capace di stupire, affascinare, spaventare e inorridire, anche i più avvezzi al cinema più doloroso. Un horror destinato forse non a tutti ma che tutti devono visionare, per conoscere le nuove frontiere moderne del cinema della paura, dove elementi sovrannaturali si fondono a meraviglia con quelli estremi e disturbanti.

Recensione: horrorestremo.altervista.org

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