//HARD CANDY [SubITA]

HARD CANDY [SubITA]

 

Titolo originale: Hard Candy
Nazionalità: USA
Anno: 2005
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 103 min.
Regia:

 

Jeff è un fotografo trentenne. Hayley una ragazzina di quattordici anni ma molto, molto più sveglia di quanto la sua età potrebbe far credere. I due, dopo lunghe sessioni di chat in internet decidono di incontrarsi. Dopo un drink e una fetta di torta si recano a casa di Jeff, ma quella che poteva diventare una giornata allegra e piacevole si trasforma per il fotografo in un incubo senza fine…

Gioca sporco , qui al suo primo lungometraggio, ribaltando la concezione classica che abbiamo del lupo e di Cappuccetto Rosso, del carnefice e della vittima. Ma si spinge oltre perché il sottile gioco condotto dalla ragazzina svela piccoli particolari che col procedere della narrazione smontano le supposizioni fatte fino a quel momento, ed è questo il punto di forza del film: l’incertezza. Lo spiazzamento dello spettatore è totale, egli non riesce ad identificare cosa è il bene e cosa è il male.

La trama è molto particolare, e credo unica: Hayley (una Ellen Page titanica), conosce in chat Jeff, un affermato fotografo di modelle. Dopo tre settimane decidono di incontrarsi in un bar, subito nasce un feeling particolare che spinge Jeff ad invitare la ragazza in casa sua. Tutto normale direte voi, il problema è che Hayley ha 14 anni e Jeff una trentina, arrivati in casa la “piccola” si dimostra molto più furba di quanto si possa immaginare, o forse più pazza, chissà…

L’ambiguità su cui si basa il film è travolgente, spesso Hayley durante le sue sevizie afferma di essere in cura da un’analista, di conseguenza si tende a pensare che sia pazza, poi quando trova le foto di Donna, una ragazzina scomparsa tempo prima, nella cassaforte di Jeff, ecco che le idee sul suo conto vengono smantellate.

Allora Jeff è un pedofilo assassino?
Oppure Hayley è una giovane squilibrata che sevizia un povero innocente?

Su questi due inquietanti interrogativi si sviluppano alcune dinamiche psicologiche molto interessanti che poi sono il fulcro del film, perché detto tra noi è un po’ inverosimile che una quattordicenne riesca a legare e torturare un uomo che è il doppio di lei.
Senza andare a scomodare troppo Freud, mi sembra abbastanza evidente che Jeff rappresenti per Hayley l’oggetto attraverso il cui scaricare la propria energia derivante dalla sua pulsione vendicativa. I metodi utilizzati dalla ragazzina per raggiungere il suo “piacere” tendono ad annullare la personalità di Jeff, l’evirazione, perdita della virilità, ne è un esempio insieme alla riapertura di vecchie ferite come la relazione con la sua ex. Inoltre si potrebbe osservare nel comportamento di Hayley un processo di identificazione con l’oggetto (Jeff), un meccanismo attraverso il quale si sopprime la paura di un aspetto della realtà (la pedofilia in questo caso) assumendo le caratteristiche dell’oggetto temuto così come i bambini quando giocano a fare i fantasmi o i dottori, e così come Jeff faceva alle sue presunte vittime.

Ho letto di una regia perfetta, dal canto mio non posso che confermare, anche perché è sempre molto difficile mantenere alta la tensione quando in scena sono presenti solo due attori per quasi tutta la durata del film, in più ho notato una particolare attenzione nei colori, per esempio: quando viene pronunciata per la prima volta la parola “pedofilia” le luci intorno ai due protagonisti si abbassano di colpo creando un’atmosfera tetra, oppure nel dialogo finale che rappresenta un ossimoro: sotto il sole che dovrebbe portare la chiarezza emerge il marcio, che forse è la verità, o forse no, ma che importa in fondo?
Consigliatissimissimo.

Recensione: pensieriframmentati.blogspot.it

 

STREAMING & DOWNLOAD

https://openload.co/f/KoT5ZaCfTSs HD

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