//HELICOPTER STRING QUARTET [SubENG]

HELICOPTER STRING QUARTET [SubENG]

 

Titolo originale: Helicopter String Quartet
Paese di produzione: Olanda
Anno: 1996
Durata: 77 min.
Genere: Documentario, Musicale
Regia:

 

Un quartetto d’ archi si esibisce in volo su un quartetto di elicotteri, praticamente “Apocalypse Now” incontra “Amadeus”.

Su ciascun velivolo siede un musicista dotato di cuffie per ascoltare i compagni e suonare in sincrono con loro. In una sala a terra, il pubblico vede e ascolta, attraverso le immagini e i suoni trasmessi da telecamere e microfoni montati sugli elicotteri, il risultato della performance: la voce di violini e violoncelli miscelata al ritmo metallico delle eliche degli elicotteri.

 «Questo brano Ăš dedicato a tutti gli astronauti del mondo», disse lo stesso Stockhausen, fedele al suo spirito fra ironico e messianico, che raccontava come si sentisse quasi offeso quando all’ inizio degli anni 90 ricevette l’ offerta dal Festival di Salisburgo, proprio su impulso di Irvine Arditti, di scrivere un quartetto d’ archi.

«Era un tipico genere del XVIII secolo: non l’ avrei mai scritto». Poi, raccontava, intervenne un sogno: in cui violini e rotori di elicotteri si accordavano cosĂŹ bene da far ritenere che qualcosa si fosse messo in contatto con la sua mente. Nacque cosĂŹ Helicopter String Quartet che divenne la terza scena del “MercoledĂŹ” della monumentale opera Licht. La composizione perĂČ, programmata nel 1994 in prima assoluta a Salisburgo, non andĂČ in scena: il partito ecologista austriaco si mise di traverso per i problemi ambientali e per i costi esorbitanti dell’ operazione. Solo un anno dopo fu l’ Holland Festival a permettere la prima mondiale e solo nel 1996 gli elicotteri riuscirono a volare nei cieli di Salisburgo.

Da allora il quartetto Ăš rimasto un bel sogno documentato in un film di e in alcuni spezzoni del “concerto” olandese visibili su YouTube.

«Penso che il messaggio principale dell’ opera sia: non chiedete a Stockhausen di scrivere un quartetto d’ archi normale», ha detto al “Giornale della Musica” con apprezzabile humour britannico il violinista Irvine Arditti che eseguirĂ  per la prima volta il brano dalla del suo autore, avvenuta nel dicembre 2007. «Stockhausen ha creato un pezzo di anti-musica da camera: non esiste un’ altra opera al mondo in cui i musicisti suonano senza potersi ascoltare l’ un l’ altro. Ci vuole una enorme capacitĂ  di concentrazione per suonare nello spazio ristretto di un elicottero rumoroso, leggendo da una partitura che deve riuscire a restare ferma per tutto il tempo».

ALDO LASTELLA ROMA

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