//HELPLESS [SubITA]

HELPLESS [SubITA]

 

Titolo originale: Helpless
Nazionalità: Giappone
Anno: 1996
Genere; Drammatico, Thriller
Durata: 80 min.
Regia:

 

Kenji è un giovane in cerca di lavoro che sta passando un periodo disagiato a motivo delle condizioni del padre, finito in un manicomio dopo essere stato abbandonato da una moglie fuggita di casa e mai più rivista. Un giorno come tanti altri Yasuo, un vecchio amico di Kenji, fa la sua comparsa in città dopo aver scontato una pena di quattro anni a motivo di un incidente nel quale rimase coinvolto assieme al gruppo di Yakuza di cui faceva parte: è in cerca di un oscura vendetta personale nei confronti del proprio capo che, tuttavia, viene dichiarato morto da tutte le persone che incontra. Ma Yasuo non si da pace, non da retta a nessuno e, convinto del fatto che il proprio boss sia ancora in vita, inizia a dargli la caccia, affidando momentaneamente a Kenji la custodia della sorella Yuri, leggermente ritardata. Kenji fa di tutto per prendersi cura di Yuri, ma nell’attesa del ritorno di Yasuo avvenimenti tragici e imprevedibili scatenano una serie di situazioni che metteranno a dura prova la già precaria stabilità emotiva di Kenji, che nel giro di poche ore si ritroverà coinvolto in una spirale di violenza e di morte tanto improvvisa quanto scioccante.

Primo lungometraggio per il grande schermo del cineasta giapponese , Helpless fa la sua comparsa nel lontano 1996, rivelando al mondo un autore che anche in futuro si distinguerà per una filmografia fatta sicuramente di alti e bassi, ma anche ricca di perle deliziose e di notevole valore. Forte della presenza di un già eccezionale Tadanobu Asano nei panni del protagonista, Helpless è un film affascinante e gradevole, che risente in parte dell’influenza del grande maestro Kiyoshi Kurosawa, del quale Aoyama è stato in passato assistente alla regia. È un cinema che con straordinaria disinvoltura ci mostra il disagio delle nuove generazioni, la perdita dei riferimenti morali, la violenza come valvola di sfogo dalle frustrazioni quotidiane e il desiderio di evasione tipico della tarda adolescenza. Fin da questo primo film è evidente la bellezza dello stile di Aoyama, che predilige la forza dello sguardo a quella delle parole, uno sguardo compassato, in grado di mostrare la violenza senza eccessi ma, prprio a motivo della freddezza con la quale viene mostrata, lasciando nello spettatore un forte senso di disagio. Al tempo stesso Aoyama riesce a suscitare empatia per quegli stessi personaggi che si macchiano tanto facilmente di azioni efferate. È facile percepire Kenji come una vittima egli stesso, ed è facile simpatizzare per il lato più nobile della sua personalità, quello che lo spinge, nonostante tutto a prodigarsi per sostenere chi è più debole e indifeso (attitudine che si rivelerà in maniera ancvore più evidente in Sad Vacation) dimostrando che anche in una generazione portata alla perdizione è possibile trovare una certa sensibilità e che, in fin dei conti, tutti sono vittime e carnefici allo stesso tempo.

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Helpless è il primo capitolo di una trilogia. Il secondo episodio, Eureka, narra una storia diversa, che tuttavia condivide alcuni personaggi tanto di Helpless quanto di Sad Vacation. Sad Vacation è il terzo capitolo, che riprende più o meno da dove Helpless aveva interrotto, continuando a raccontarci il disagio di Kenji e il suo incontro con una comunità molto particolare.
Anche se Helpless può essere visionato singolarmente senza pregiudicarne il godimento, personalmente consiglio la visione dell’intera trilogia (ora integralmente presente nel database delle traduzioni di AsianWorld), che si mantiene in tutti gli episodi su livelli qualitativi decisamente elevati.

Recensione: asianworld.it

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