//HIGH LIFE [SubITA]

HIGH LIFE [SubITA]

 

Titolo originale: High Life
Paese di produzione: Francia, USA
Anno: 2018
Durata: 113 min.
Genere: Avventura, Drammatico, Horror, Fantasienza, Visionario
Regia:

 

Nello spazio profondo, al di là del sistema solare, Monte e la figlioletta Willow vivono insieme a bordo di un veicolo spaziale in completo isolamento. Uomo solitario dalla rigorosa autodisciplina, Monte ha avuto la figlia contro la sua volontà: il suo sperma infatti è stato usato per fecondare artificialmente Boyse, la giovane donna che ha dato alla luce Willow. Entrambi erano membri di un equipaggio di prigionieri, di detenuti condannati a morte. Come cavie, erano stati mandati in missione nel buco nero più vicino alla Terra e dell’equipaggio sono sopravvissuti solo Monte e la figlia. Con il passare del , Monte è molto cambiato e grazie a Willow ha scoperto cosa significhi amare incondizionatamente. Man mano che si avvicinano alla loro destinazione, i due devono fare i conti con ciò a cui andranno incontro arrivati nel punto in cui e spazio smetteranno di esistere.

Un’inquadratura all’inizio di High Life [id., 2018] di , che mostra una mezza dozzina di corpi fluttuanti nello spazio, fornisce la chiave di lettura per il film: l’immagine è, forse, un’allegoria di ciò che il film descrive come un conflitto senza speranza tra la vita biologica e in via di consunzione a bordo e il vuoto dello spazio. La narrativa del lungometraggio è intenzionalmente vaga ed evoca l’idea di una vita che diviene esponenzialmente sempre più sacrificabile nella circostanza del spaziale. High Life segue un gruppo di prigionieri che si sono offerti volontari per un volo diretto verso un buco nero, tentativo che sarà utile nello studio di una nuova fonte d’energia – segnatamente il processo di Penrose, teorizzato dal fisico e matematico Roger Penrose, che vede possibile l’estrazione di energia dallo spazio- del buco nero. Il reale oggetto di studio della missione, tuttavia, sono i prigionieri stessi: la dottoressa Dibs (Juliette Binoche) utilizza le loro funzioni biologiche in una serie di esperimenti sulla riproduzione umana.

Il film di Denis, che è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival 2018, lambisce una serie di argomenti – tra cui politiche di genere, lavoro carcerario, diritto di aborto, ecc. – ma si concentra soprattutto sulla rappresentazione della lotta per la vita al di fuori del globo terrestre. High Life si attiene a molte delle convenzioni della cosiddetta hard science-fiction, a partire dalla rappresentazione relativamente plausibile dei viaggi nello spazio, eppure il suo vero soggetto emerge più dalle convenzioni della fantascienza soft, per la centralità che ha nel film la dipendenza della vita umana dalla sessualità. La vera domanda di High Life è quanto la stasi prolungata in contesti isolati come una prigione o un nello spazio influenzi l’attività sessuale. Poiché l’homo sapiens è una delle poche specie per le quali il è una fonte di piacere oltre che un mezzo di riproduzione, la sessualità umana è intrecciata con eros e thanatos. È il tema de L’Erotisme (1957) di Georges Bataille e della frase di Jacques Lacan Il n’y a pas de rapport sexuel, “non esiste il rapporto sessuale”.

Poiché la nave è diretta verso un buco nero, e quindi coloro che vi sono dentro vanno incontro a morte certa, gli eventi del film possono essere meglio compresi alla luce della nozione di erotismo secondo Bataille, che implica l’esistenza di esseri discontinui e propone svariate connessioni simboliche tra ciò che propriamente consideriamo “erotico” e invece ciò che attiene la morte. In High Life, una figlia nasce dallo sperma di uno dei prigionieri, Monte (Robert Pattinson), e nonostante lei condivida il suo DNA e abbia una relazione con lui, i due rimangono discontinui l’uno rispetto all’altra. Per parafrasare Bataille: “Se lui muore, non è la morte di lei. Lui e lei sono esseri discontinui.” Gli umani riescono a essere continui solo nella morte o nella scomparsa. La figlia rappresenta questa continuità in quanto è il prodotto della morte e della scomparsa dello sperma di suo padre e dell’ovulo di sua madre. Uno spermatozoo e un ovulo sono discontinui l’uno rispetto all’altro fino a quando non si uniscono, nel momento in cui entrambi muoiono e scompaiono, formando a loro volta un singolo essere, discontinuo da tutti gli altri. L’erotismo è un tentativo di superare la propria discontinuità con una sensazione di continuità. Nonostante la maggior parte del film si svolga negli interni della nave spaziale, a un certo punto High Life offre allo spettatore l’inquadratura di un ammasso solare, con un conglomerato di stelle e gas visto in un’orbita circolare che suggerisce uno spermatozoo che si libra attorno a un ovulo.

La storia di High Life ha luogo in un mondo in cui l’attività sessuale è separata dal processo riproduttivo umano. Gli esperimenti di Dibs hanno creato un ambiente a bordo della nave in cui il come mezzo di riproduzione è obsoleto. Nel rimuovere qualsiasi motivazione biologica per l’atto sessuale, Denis pone la sessualità all’interno di una particolare struttura di potere. Il titolo del film, High Life, è pertanto ironico: l’espressione in inglese è il corrispettivo italiano de la dolce vita – gli exploit delle classi agiate secondo Veblen e così via (il titolo russo del film, Vyssheye Obshchestvo, si traduce approssimativamente come “alta società”). Ironico, quindi, che i criminali del film si collochino dalla parte opposta di questa società. A tal proposito, il film di Denis ha molto in comune con il racconto di Harlan Ellison A Boy and His Dog (1969), che racconta di una società isolata di donne che sperano di estrarre artificialmente lo sperma di un uomo che hanno catturato per la riproduzione (l’apparizione di una nave popolata interamente da cani nella seconda parte del film potrebbe essere un riferimento alla storia di Ellison).

Data la natura esplicita del soggetto, il film è stato oggetto di controversie a Toronto. L’esplicitazione di Denis non è tuttavia una provocazione, ed è in effetti in linea con le rappresentazioni delle sessuali tra adulti che ha dato negli altri suoi film. Venerdì sera [Vendredi soir, 2002], ad esempio, ritrae una storia di una notte tra una donna sposata e un uomo misterioso incontrato quella stessa sera. Il film non indaga i contesti sociali o le implicazioni dell’evento – come l’infedeltà coniugale – eppure c’è una scena in cui un personaggio compra i preservativi da un distributore automatico in previsione dell’atto sessuale. Rappresentando così il come fonte di piacere e non come mezzo di riproduzione, Venerdì sera rappresenta anche l’erotismo fisico come la violazione della discontinuità degli esseri, priva però di risultati di continuità (una gravidanza o una nascita di un bambino). Lo scopo dell’erotismo fisico in questo caso è quello di ottenere un sentimento di continuità, una pausa dalla discontinuità. Ciò che ha infastidito il pubblico alla premiere di High Life è stata, viceversa, la rappresentazione del non riproduttivo come un atto crudele ed egoista.

Allo stesso modo, la frase di Lacan sull’impossibilità di una “relazione sessuale” è coerente con la visione del sesso di High Life, in particolare dal punto di vista di un prigioniero. Fisiologicamente, il sesso è semplicemente l’attrito tra membrane e tessuti, senza alcun significato simbolico intrinseco. Gli esseri umani in realtà non “apprezzano” la componente fisiologica del sesso, ma abbisognano anche di una componente psicologica, nello specifico innestando le proprie perversioni sull’atto fisiologico. La perversione può assumere letteralmente qualsiasi forma, secondo Freud, poiché ciò che si trova sessualmente attraente si basa su circostanze culturali, esperienze precoci di vita, linguaggio, associazioni simboliche, ecc. Il godimento sessuale quindi non dipende necessariamente dal corpo del partner, ma dall’oggetto immaginato in cui esso viene trasformato, pur sapendo allo stesso che il partner sessuale è molto di più rispetto a ciò che ci si immagina di lui. Non si può avere una “relazione sessuale” con un’altra persona, ma solo con la sua immagine oggettivata (“oggettivazione” in questo senso non toglie umanità all’altro/partner, piuttosto implica la sua trasformazione in un oggetto del desiderio altrui, processo anzi carico di umanità).

Guarda anche  S'EN FOUT LA MORT [SubITA] 🇫🇷

Con questo in mente, High Life presenta due distinti atti sessuali che esplicitano il divario tra la percezione del partner sessuale come soggetto e come oggetto. Uno è lo stupro tra i prigionieri – commesso da un uomo contro una donna e l’altro da una donna contro un uomo –, un altro è quello che avviene nella cosiddetta fuckbox del film, una sorta di serbatoio di deprivazione sensoriale che simula l’atto sessuale mentre estrae materiale riproduttivo dall’occupante.

I due stupri vedono l’assalitore approfittare delle loro vittime mentre queste sono in qualche modo bloccate. Ettore (Ewan Mitchell) attacca Boyse (Mia Goth) mentre è legata a un letto, Dibs poi violenta Monte (Robert Pattinson) mentre è sedato. Lo stupro di Boyse commesso da Ettore ha come esito la sua morte, mentre la violenza sessuale subita da Monte darà origine a una nascita. Il primo stupro enfatizza la discontinuità degli esseri, letteralmente: proprio come lo sperma di Ettore sarebbe morto e scomparso se fosse stato unito all’ovulo di Boyse, gli altri prigionieri sorprendono Ettore nel mezzo dell’atto sessuale e lo linciano. Il secondo stupro enfatizza invece la continuità degli esseri, perché l’atto sessuale tra Dibs e Monte è per la donna il culmine della sua attrazione fisica per lui – detto altrimenti, è il tentativo da parte di un essere discontinuo di raggiungere una sensazione erotica di continuità. Tali motivazioni sono rinforzate nella sequenza successiva, in cui lei insemina l’ovulo di Boyse (e non il suo) con lo sperma di Monte. Una delle prime scene del film non solo trasforma in immagini un’inversione dei ruoli di genere, facendo crescere a Monte una bambina, Willow (Scarlett Lindsey), nata da una gravidanza indesiderata, ma rappresenta anche la parità tra il continuo e il discontinuo. L’arco narrativo ricorda anche alcuni temi di Angel Number 9 [id., 1974] di Roberta Findlay, che ribalta i ruoli tra l’uomo donnaiolo e il suo bersaglio erotico, e in cui un atto sessuale raffigurato apparentemente per il piacere dello spettatore si traduce in una gravidanza.

Nella sequenza con Dibs all’interno della fuckbox, Denis utilizza le convenzioni dell’ erotica e della pornografia per dimostrare come funziona il dispositivo. Dibs si spoglia nuda e si mette a cavalcioni su una panchina equipaggiata con un dildo automatico. Man mano che la scena prosegue, le inquadrature di Dibs sulla panchina vengono inframezzate da altre che ritraggono un materiale peloso e organico che si anima e forma il “braccio” che la cinge. Ciò suggerisce che la pelliccia sia una simulazione, facendo aderire così la sequenza a una metafora di perversione che spesso si trova nella finzione fantastica e nella pornografia: quella del coito tra l’umano e il non umano, la quale spesso comporta un doppio standard implicito – gli uomini vengono sedotti da bellissime donne aliene o robot, mentre le belle donne sono raffigurate come sedotte o violentate da bestie grottesche, come nel Sogno della moglie del pescatore (1814) di Hokusai. Con la fuckbox Denis inverte tale metafora, mostrando l’eccitazione di Dibs mentre la fuckbox resta una macchina sotto il suo controllo. La fuckbox funge da punto nodale, quindi, per atti sessuali sia fisiologici che psicologici in un ambiente che rende superfluo l’atto sessuali ai fini riproduttivi.

La scena termina bruscamente mostrando uno scarico all’esterno della fuckbox che rilascia liquidi. Fluidi e prodotti chimici, sia organici che artificiali, sono presenti in tutto High Life. Analogamente, una sequenza successiva al parto di Boyse mostra che la ragazza ha una perdita abbondante di latte. Proprio come Molly Haskell ha dimostrato che la discussione sulla gravidanza in un film erotico come Angel Number 9 finisce col negare allo spettatore il piacere di vedere del sesso senza conseguenze, questa sequenza in High Life costringe lo spettatore a osservare il seno non come oggetto di desiderio feticistico ma nella sua funzione biologica.

All’inizio di High Life, in una sequenza che vede protagonisti Monte e la bambina Willow, si allude a tabù anche sessuali. Monte insegna a Willow le parole “tabù”, “piscio” e “merda”. Dato che un bambino non può capire immediatamente i significati culturali di un tabù, questa sequenza è implicitamente rivolta allo spettatore. Il film rivela poi che Willow è la figlia di Monte, nata da una gravidanza indotta artificialmente a Boyse come risultato dello stupro di Monte da parte di Dibs. Monte invece crede di essere semplicemente il padre adottivo, e che Willow sia il prodotto della gravidanza di Boyse derivante dallo stupro di Ettore. Non c’è nulla nel film che faccia intuire che Monte sia sessualmente attratto da sua figlia o viceversa: in ogni caso, le scene nell’ultimo terzo di High Life sono attraversate da una tensione sottilmente incestuosa. Willow, un’adolescente nell’atto finale del film (Jessie Ross), ha metà del DNA di Monte (il suo aspetto suggerisce anche che l’altra metà potrebbe essere quella di Dibs e non di Boyse) senza che lui lo sappia, e gran parte della ricerca intorno al tabù dell’incesto ha provato che gli individui sono attratti da coloro con cui condividono una qualche somiglianza.

Ogni riproduzione in High Life si collega direttamente alla raffigurazione del vuoto interstellare. Lo script del film ha senz’altro risentito dell’influenza del filosofo e astrofisico francese Aurélien Barrau, che ha pubblicato un saggio riguardante i buchi neri “rotanti”. Il concetto di buco nero rotante osserva la possibilità che un buco nero possa essere in uno stato di contrazione prima di invertire la sua trazione gravitazionale. Oltre a ciò, la teoria del Big Bounce (“Grande Rimbalzo” in italiano) considera il Big Bang un periodo di espansione susseguente quello di contrazione di un universo precedente. Entrambe le prospettive suggeriscono che il collasso gravitazionale e l’esplosione possano invertirsi. Poiché lo spettatore può fruire di High Life sia come fantascienza soft che hard, la premessa dell’ingresso in un buco nero – arricchita della nozione di contrazione ed espansione gravitazionali infinite e invertibili – porta alla mente la nozione dell’Eterno Ritorno: poiché la vita umana esiste nell’universo, la probabilità che esista ancora dopo la nostra estinzione è superiore a zero. Se lo spazio-tempo è infinito, tale è il numero di volte che la vita umana si ripresenterà, così come il numero delle volte che l’uomo vivrà esattamente la stessa vita.

Alcuni articoli scrivono di porzioni del pubblico uscite dalla world premiere a Toronto, nonché di applausi sporadici e reazioni tutt’altro che entusiastiche tra i rimanenti in sala. Questa ricezione ha origine principalmente nel fatto che High Life mina le aspettative che l’audience ha maturato in base a un film di genere di questo tipo, ma anche forse nel fatto che Denis scelga di raffigurare non solo ripetute violazioni inerenti il comportamento sessuale, ma anche l’anatomia umana come mezzo di riproduzione anziché come luogo del piacere sessuale, demistificando qualsiasi feticismo che lo spettatore possa imporre su di essa. In questo modo, High Life si attiene alle convenzioni della fantascienza hard come ogni altro film del genere, nella sua rappresentazione di meccaniche umane coinvolte nel mantenimento della vita in un spaziale a lungo termine insostenibile.

http://specchioscuro.it

Spread the love

Related posts