//HOLY SMOKE! [SubITA]

HOLY SMOKE! [SubITA]

 

Titolo originale: Holy smoke!
Nazionalità: Australia, USA
Anno: 1999
Genere: Drammatico, Erotico, Psicologico, Spirituale
Durata: 115 min.
Regia: 

 

ha una simpatia per Osho e per la ricerca interiore, tanto da farci un film. Due cuori, due teste, due generazioni, due sfide in una capanna nel deserto australiano. Per tre giorni. Ruth, bella e inquieta, e PJ, sicuro e abile, lottano corpo a corpo, l’uno contro l’altro, l’uno senza l’altro.

Ruth si è “perduta” in India, affascinata dalla spiritualità, dalla cultura, da un guru, da un’idea vaga e tenace di assoluto, dalla possibilità di raggiungere l’illuminazione. PJ è incaricato dalla di Ruth di deprogrammarla e “riportarla” psicologicamente in Occidente, alle sue abitudini e ai suoi affetti presunti.

Quello di Ruth è il 190° caso della sua carriera. Il più difficile. Quello che lo annienterà in un contrappasso esistenziale definitivo. Il combattimento tra la morbida, giovane e sensuale Kate Winslet e l’appesantito, accigliato e sfiorito Harvey Keitel procede, in un primo momento, come da programma.

Battute, citazioni, filmati (si intravede anche Osho), fuorigioco intellettuali (passando da Giuseppe Verdi a Socrate). Sottrazione dei libri e degli abiti che legano emotivamente alla sua nuova realtà la persona da recuperare. Sfiorare la frantumazione delle sicurezze dell’io. Manipolare.

Ruth, però, è troppo seducente, la sua (costante irrinunciabile del cinema della Campion) troppo dissennata e imbecille, il cielo e le montagne troppo silenziose, la relazione troppo pericolosa.

Sesso, passione, perdita di sé, furori dai quali non si salva nessuno pulsano in questo film generoso e dissipato, intenso e pasticciato, ben girato e confuso.

“Holy Smoke: Fuoco Sacro” (il titolo italiano) è un film esistenziale, passionale, che la regista ha sceneggiato insieme alla sorella Anna.

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Presentato al Festival di Venezia nel 1999, grazie alle interpretazioni di due bravi artisti come Kate Winslet e Harvey Keitel, riesce ad immolarsi come manifesto dell’amore, inteso come sentimento e come istinto sessuale.

A contribuire al successo della pellicola, che è ben comprensibile possa essere disturbante e non piacere a tutti, anche la colonna sonora, con brani rock a volte in netto contrasto, a volte in sintonia, con il clima delle scene.

Recensione: filmtv.it

 

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