HOW I ENDED THIS SUMMER [SubITA]

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Una risposta

  1. mdc ha detto:

    Sul fragile traliccio di una trama che si può raccontare in parole e due soli attori, Aleksey Popogrebsky avvince poeticamente con un film privo di azione e quasi muto in cui protagonista è il paesaggio artico e i suoi algidi, impercettibili mutamenti. Ancora una volta, nel cinema del freddo, l’ipofania iemale gioca con l’ottundimento della ragione. Ma ci sono ragioni esplicabili nel finale radioattivo che accomuna questo magnifico film alle metafore di scrittori russi della sovversione (post Cernobyl) dei codici, come “Ghiaccio” di Vladimir Sorokin.

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