//IRRÉVERSIBLE [SubITA] 🇫🇷

IRRÉVERSIBLE [SubITA] 🇫🇷

Titolo originale: Irréversible
Nazionalità: Francia
Anno: 2002
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 97 min.
Regia:

 

Benvenuti nel del reale

Bisogna che qualcuno ci insegni a desiderare. Il cinema è l’arte perversa per eccellenza. Non ti offre quello che desideri, ti dice come desiderare. – Slavoj Žižek1

I primi minuti di Irréversible sono una precisa dichiarazione di poetica: dopo alcune ardite evoluzioni della flying camera di , penetriamo in un anonimo appartamento parigino con due uomini che conversano. Quello nudo sul letto è l’attore Philip Nahon (il macellaio di Carne [id., 1991] e Solo contro tutti [Seul contre tous, 1998]) che dichiara di essere stato in prigione per avere abusato della propria figlia. Il suo interlocutore risponde che l’incesto è un tabu dell’occidente e che è giusto assecondare i propri desideri e abbandonarsi al piacere.

Questa scena apparentemente fuori dal contesto della narrazione è il motore di tutta la filmografia di Noé: la necessità di esplorare la parte mostruosa nascosta sotto le vesti eleganti della civiltà. La tendenza al realismo traumatico2 trova le sue origini negli anni 90 come reazione al clima culturale del postmoderno, dominato dalla smaterializzazione del reale e dal disimpegno ludico. Cinema eretico, i cui principali esponenti (Carax, Siedl, Dumont, Reygadas, Grandieux, Breillat, Von Trier e tanti altri) diventano sovversivi dell’immaginario3. Sembra proprio che il meccanismo continuo di repressione della parte istintuale porti alla perversione dello sguardo, mai dritto, a volte obliquo, più spesso strabico. Da un lato la necessità di mostrare tutto recidendo con un colpo di rasoio l’occhio dello spettatore, dall’altro l’uso di una tecnica che tende all’estremizzazione delle soggettive, ad una fotografia (del grande Benoît Debie) dai colori lisergici che tende ad esteriorizzare il viscerale, un utilizzo sadico dell’inquadratura fissa (la famigerata scena dello stupro di quasi 9 minuti con la Bellucci sodomizzata dal campione di lotta Jo Prestia detto La Tenia), ad una ipertrofizzazione maniacale del piano sequenza (la discesa colonscopica nel locale Rectum). Non solo un film-cervello ma anche un film-enterico che soprattutto nella prima parte abbonda di labirinti claustrofobici dalle pareti rosso-sangue che assomigliano alle anse intestinali.

Tre personaggi principali: Alex (Monica Bellucci) oggetto del desiderio razionale di Pierre (Albert Dupontel) e di quello selvaggio di Marcus (Vincent Cassel) e tre modi diversi di approcciarsi alla vita. Lo stupro di Alex è l’evento miccia che fa esplodere la rabbia mostruosa di Marcus e che trascina Pierre nella spirale sanguinosa della vendetta. Se è vero che la vita è anche fatta di sperma, merda e sangue dobbiamo pure ammettere che Noé è attratto dalle possibilità di un uso anarchico della macchina da presa che sottolinea costantemente l’estensione del dominio della lotta dal regno economico a quello sessuale. Vedendo il mediometraggio Carne e il lungometraggio Seul contre tous non può essere tralasciato il fatto che Noé ha sempre parlato della violenza come reazione a un sistema di potere.

Guarda anche  LOVE [SubITA] 🇫🇷

Il Macellaio anonimo che compare proprio nel primo frammento di Irréversible (“il tempo distrugge tutto” dice in una disperata confessione citando Ovidio4), rappresenta il vero prodotto di una società capitalista intollerante e cinica. L’antisemitismo e l’omofobia che caratterizzano questo personaggio non sono giustificati ma rappresentano il prodotto escremento, la carne putrefatta del monopolio delle lobbies economiche. A questa necessità filosofica di rappresentare la disperazione e la nevrosi sia della classe borghese che della working class si associa una tendenza ambivalente semi narcisistica che fa strabordare l’io registico in eterogenei esercizi di stile. L’apoteosi è la soggettiva post mortem in Enter the Void [id., 2009] e il 3D eiaculatorio in Love [id., 2015]. La critica accusa Noé di avere un Ego smisurato e di omologarsi nel conformismo dell’anticonformismo, aderendo a quella cultura di massa che vorrebbe stigmatizzare. In realtà l’autocompiacimento o il manierismo di Noé è un modo di rimettersi in gioco evitando di apparire un giudice sentenzioso o un moralista new age. Ed è questa una delle caratteristiche che sembra avvicinarlo alla corrente della New French Extremity5 che vede tra i maggiori esponenti autori come Bruno Dumont, Bertrand Bonello, Claire Denis, Leos Carax, Catherine Breillat, Philippe Grandieux. Il fatto di vederlo nudo, in piena erezione nel locale gay, sottende la necessità di evitare le accusa di razzismo e di omofobia che inevitabilmente sono in agguato dopo la rappresentazione infernale del locale Rectum, infestato dalla Tenia.

[…] continua a leggere tutta la recensione qui.

Recensione: specchioscuro.it

Spread the love

Related posts