//KROKODYLE

KROKODYLE

 

Titolo originale: Krokodyle
Nazionalità: Italia
Anno: 2010
Genere: Fantastico, Grottesco, Horror
Durata: 78 min.
Regia:

 

Kaspar Toporski è un giovane filmaker di origini polacche trasferitosi lontano dalla sua città natale in giovanissima età. Kaspar è in attesa di risposte per riuscire a realizzare i suoi progetti cinematografici, così trascorre le sue giornate disegnando, scrivendo ed inventando un suo mondo immaginario che giorno dopo giorno sembra diventare sempre più reale. Nutre fin da bambino un’ammirazione sfrenata per i coccodrilli, che considera esseri perfetti in grado di controllare lo scorrere del tempo. Per fermare le sue idee, Kaspar inizia a realizzare un film su se stesso, una sorta di taccuino di appunti cinematografici, fatto di immagini catturate d’istinto, di disegni, di fotografie, di brevi animazioni, di suoni, di parole e di , di sogni e di incubi.

Di Krokodyle, l’autore scrive:

Questo progetto nasce dall’esigenza di lavorare in un modo differente da quello che normalmente si è abituati a fare in ambito cinematografico. Da molto tempo, soprattutto dopo la stressante esperienza della realizzazione del mio film “Imago Mortis”, sento la necessità di ricercare una leggerezza calligrafica che è normalmente più congeniale ad altre forme espressive, come ad esempio la pittura, la fotografia, o la grafica. Credo che molte volte le cose migliori nascano nel corso di sperimentazioni e ricerche e che il processo di pianificazione industriale, che i costi altissimi del commerciale impongono, impedisce una fase creativa sincera che dovrebbe essere, a mio avviso, alla base di un linguaggio espressivo. “Krokodyle” vuole essere una sorta di work in progress che possa essere ampliato ed arricchito anche in fasi successive e se necessario anche a distanza di tempo, per cogliere così le naturali trasformazioni che il tempo può determinare su idee, personaggi e struttura narrativa. Vorrei inoltre che non rimanga solamente qualcosa di destinato ad una diffusione strettamente cinematografica ma che possa essere anche eventualmente esteso ad uno sbocco espositivo, editoriale e web. Questo film vuole essere un diario filmato, un taccuino fatto di appunti e riflessioni, di immagini e suoni, di parole e di , di sogni e di incubi. Una serie di mie personali considerazioni sul , sulla fissazione per la cattura delle immagini e su cosa significa vivere da filmaker, con la testa perennemente tra le nuvole, in attesa di una telefonata che mi faccia sperare che forse, e dico forse, tra mesi, o anni, partirà un mio progetto cinematografico. Il tutto chiaramente infarcito delle mie passioni, o meglio delle mie ossessioni: l’anatomia, la zoologia, la raccolta di oggetti e le wunderkammer, i freaks e le stranezze, la generazione spontanea e gli omuncoli, la fotografia, il disegno… Inoltre vorrei che potesse essere l’occasione per poter esibire libere suggestioni dalle opere di Bruno Schulz, Christian Morgenstern, Lewis Carroll e da tutti quegli autori che mi ispirano e mi influenzano fin da quando ero bambino. Non voglio mettermi davanti alla macchina da presa, non ne ho la minima voglia, non ne sono capace e non sarebbe assolutamente interessante. Così mi farò sostituire sullo schermo da un attore che vestirà i panni di Kaspar Toporski, un filmaker immaginario che diverrà il mio alter ego, quello che sono e che almeno nella mia fantasia vorrei o avrei voluto essere. Kaspar sarà circondato da una serie di altri personaggi che divideranno con lui concetti ed ossessioni, in modo che il tutto possa essere diluito in una struttura narrativa e si possa cosi allontanare dalla struttura del documentario, o mockumentary che sia. Il film che vorrei realizzare potrà apparire caotico, confuso, pieno di elementi e di riferimenti, ma è proprio questo il suo scopo, ovvero realizzare uno sketch-book cinematografico, un libro con tanti appunti da sviluppare ampiamente in progetti più grandi. Ci sarà chiaramente una linea narrativa, necessaria per conferire al film una sua coerenza di racconto filmico. “Krokodyle” non vuole essere un film spettacolare o iscriversi forzatamente in una corrente di genere, anche se alcuni elementi potrebbero renderlo adatto, semplicemente vuole essere una riflessione sincera espressa in forma cinematografica. Probabilmente, chi mi conosce dirà che in fondo non c’è nulla di inventato, che sono tutte cose di cui parlo sempre e che fanno parte della mia vita di tutti i giorni. Chi invece non mi conosce dirà che è tutto assurdo, forse dirà che sono tutte stupidaggini. Ma che mi importa di cosa dirà chi vedrà questo lavoro, la cosa fondamentale è scrivere, disegnare, filmare e fermare nel tempo quello che fugacemente fa capolino nella mia fantasia.

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