//LARS AND THE REAL GIRL [SubITA]

LARS AND THE REAL GIRL [SubITA]

 

Titolo originale: Lars and the Real Girl
Nazionalità: USA
Anno: 2007
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 106 min.
Regia:

 

L’errore pi√Ļ facile che si potrebbe commettere con questo piccolo grande film canadese √® farsi irritare dal¬†buonismo di fondo, notare nell’architrave della sceneggiatura soltanto gli elementi standard di certo cinema nordamericano come ad esempio, in questo caso, l’eccessivo aiuto che la comunit√† d√† a Lars, l’ambulanza che parte per la bambola (assurdo), i fiori e le foto al funerale e cos√¨ via. √ą vero, in questo senso c’√® un eccesso molto pericoloso che rischia di portare il film talmente lontano dalla realt√† da fargli perdere potenza. Ma a parer mio si dovrebbe guardare oltre quello. Perch√© questo √® ottimo cinema d’autore, quel cinema cio√® dove le tematiche affrontate e, soprattutto, come vengono affrontate, sono mille volte pi√Ļ importanti e pi√Ļ “forti” di certi clich√® e snodi narrativi zuccherosi. Ed √® un film importante anche per chi, come me, era dubbioso che Gosling fosse un attore. Beh, qui √® straordinario.

Ma quali sono queste tematiche?
La prima a mio parere √® il concetto di felicit√†. L’argomento √® spinoso e quasi tab√Ļ ma siamo sicuri che la felicit√† debba avere delle regole? O essere raggiungibile soltanto in determinate condizioni mentali? Lars, autistico, raggiunge la felicit√† con Bianca, una bellissima bambola in silicone. Lars ha una vita sociale inesistente, gli uomini gli fanno paura, tutte le loro dinamiche lo fanno sentire minacciato. Bianca invece diventa la ragazza ideale. Il problema √® che per lui Bianca √® totalmente reale, totalmente. Meglio allora essere felice attraverso modalit√† non socialmente accettate (il rapporto, non fisico attenzione, ma d’ con una bambola) o essere infelici ma perfettamente inseriti nella societ√†? Meglio essere felici dentro la propria mentale o essere infelici da sani?
D’altro canto √® indubbio come nel film, malgrado si narri con una tenerezza incredibile un rapporto “malato”, venga fuori prorompente il concetto di calore umano. Calore nel vero senso della parola. Lars, infatti, quando viene toccato sente veramente quasi un bruciore, si ustiona con il calore umano altrui. E soltanto nel finale quando forse capir√† che questo calore, quello lieve di un dito che si poggia nella sua mano o quello tropicale di un abbraccio, non √® un calore ustionante bens√¨ rassicurante, benefico, necessario, ecco che far√† un primo passo per superare la propria .

, e qui passo alla terza tematica a mio parere importante, che pu√≤ essere superata in alcuni casi anche grazie al potere terapeutico della comunit√†. Probabilmente, anzi sicuramente, qui il film eccede un p√≤ ma pone l’attenzione sull’importanza che pu√≤ avere l’ambiente intorno a te nel vivere bene, per poi magari superarla, la propria .
Strepitoso il personaggio della dottoressa in questo senso (con una grande, sempre grande, Patricia Clarkson ma tutto il cast dei 5 attori protagonisti √® magnifico, io sono rimasto affascinato dal fratello, forse il personaggio pi√Ļ ricco di sfaccettature).
Incredibile che nessuno gli vada contro, nessuno lo umili o lo prenda in giro, una roba mai vista al cinema in questo tipo di storie. Ma non è importante. Quello che è importante non è il susseguirsi delle vicende ma le riflessioni che portano.
Bianca rimarr√† sempre importante, la sua storia d’ con Lars in ogni caso sar√† quella pi√Ļ decisiva e indimenticabile della sua vita. Perch√® non √® importante il mezzo ma il fine. Se Lars superer√† la propria malattia, se sopporter√† la bellezza di un abbraccio, non importa il modo in cui ci sar√† arrivato.
Ma esser lì.

Recensione: ilbuioinsala.blogspot.it

 

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