//LE PREMIER JOUR DU RESTE DE TA VIE [SubITA]

LE PREMIER JOUR DU RESTE DE TA VIE [SubITA]

 

Titolo originale: Le Premier Jour du reste de ta vie
Nazionalità: Francia
Anno: 2008
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 114 min.
Regia:

 

Ci sono due tipi di film che mi sconvolgono, coinvolgono e mi lasciano dentro un segno profondo: quelli che mi si scagliano contro totalmente inaspettati proponendo una cosa cui forse mai avrei pensato nella mia vita (Pulp Fiction, I soliti sospetti, Il sesto senso) e quelli invece che sarebbero anche potuti uscire dalla mia testa e mi fanno chiedere “ma perché cazzo non l’ho avuta io ‘sta idea?” Il francese Le premier jour du reste d ta vie appartiene alla seconda categoria.
L’idea narrativa è infatti tanto semplice quanto efficace: raccontare la vita di una famiglia (i due genitori più i tre figli) attraverso i momenti che hanno cambiato le loro rispettive vite, in un arco temporale che va dal 1988 al 2000. Quindi cinque episodi da 20 minuti l’uno dedicati a ogni componente famigliare che si incastrano perfettamente, come un mini-Lost puzzle (ma dimenticate isole ed elementi paranormali).
Questa commedia ha un ritmo pop e dei personaggi rock: c’è il padre taxista appassionato di musica che si chiama Robert Duval, come l’attore ma con una L sola; la madre ossessionata dall’invecchiare, il figlio maggiore che diventa un chirurgo plastico (e anche un po’ una testa di cazzo), l’altro figlio maschio che partecipa a una gara di air guitar e cerca di capire cosa vuole fare nella vita, mentre la più piccola è la figlia ribelle piena di rabbia adolescenziale.
Trattasi di commedia famigliare a episodi, dunque, cosa che dalle nostre parti fa venire in cose non sempre piacevoli e a volte addirittura accapponare la pelle. Volendo fare un parallelo italiano, siamo comunque più dalle parti de La meglio gioventù e La prima cosa bella che da quelle dei film di Muccino o Veronesi o tanti, troppi altri. Oui, tres bien.

Nel primo episodio siamo nel 1988 e il figlio maggiore se ne va a vivere da solo; l’inizio è frizzante, ma è con il secondo episodio che mi sono reso conto di trovarmi di fronte a un vero e proprio piccolo capolavoro di bellezza assoluta: siamo nel 1993, anni grunge, la protagonista è la figlia teenager, Fleur (nome stupendo: dovessi mai nella vita avere una figlia la chiamo Fleur, deciso). La vicenda è incentrata sulla sua “prima volta” ma il tema è trattato con grande sensibilità e per fortuna umorismo (c’è una scena memorabile di lei che fa un pompino al suo tipo e poi… vabbè non vi svelo altro). Una sorta di omaggio a Sixteen Candles – Un compleanno da ricordare, visto che anche nel caso di Fleur nessuno si ricorda del suo 16esimo compleanno, ma in affascinante salsa nouvelle nouvelle vague francese. Insomma, siamo lontani anni luce dal mondo dei teenager di Moccia. Quindi, tra ricordi dell’infanzia, flashback e salti in avanti, si viaggia dentro le vite di questa splendida famiglia, che ho trovato molto più vicina alla mia di molte famiglie mostrate dal italiano.
Ottima la colonna sonora (David Bowie, Lou Reed, Divine Comedy e splendide musiche originali), il cast è strabiliante e i tre giovani attori sono la meglio gioventù francese. Dopo il Kynodontas greco di cui vi ho detto ieri, un’altra imperdibile figata totale: avrei voluto scriverlo io, un film del genere.
E se in Italia di merdate francesi ce ne arrivano parecchie, questo racconto di inusuale leggerezza e poesia no. Strano? Io veramente non so chi lavori nelle case di distribuzione cinematografiche nostrane, ma bisogna essere proprio scemi per non distribuire una pellicola del genere. Una delle opere di maggior ispirazione che abbia visto negli ultimi tempi. Lo metto subito tra i miei cult personali assoluti.

Recensione: pensiericannibali.com

 

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