//LES AMANTS CRIMINELS [SubITA]

LES AMANTS CRIMINELS [SubITA]

 

Titolo originale: Les amants criminels
Nazionalità: Francia
Anno: 1999
Genere: Drammatico, Grottesco, Thriller
Durata: 96 min.
Regia:

 

Nella periferia di una città vive una ragazza di nome Alice, cui piaccino un genere di giochi molto particolari: quelli sadici e di violenza. Un giorno Alice decide di uccidere Saïd, un suo compagno di scuola. Ma non può farlo da sola: decide allora di servirsi del suo ingenuo fidanzato, Luc, obbligandolo ad uccidere per fornire una prova del suo amore. Ma le cose, spesso, non vanno per il verso giusto. Recatisi in un bosco per seppellire il corpo della vittima, Alice e Luc si smarriscono poi, dopo varie peripezie, arrivano ad una capanna abitata da un solitario taglialegna…

L’idea per questa storia deriva da una mia vecchia passione per la cronaca nera e le fiabe. Volevo mescolare questi due generi. […] A priori, tutto li separa… eppure sono ugualmente cupi. Spesso, i temi sono gli stessi: omicidio, abbandono, incesto, suicidio… ed esercitano lo stesso fascino su adulti e bambini.

Giochetti sessuali da Vogue impubere, corpi carezzati dall’acqua, sguardi (e) omicidi. Il regista avvia con brio stralunato e tagliente un noir adolescenziale e suburbano che scivola, attraverso un bosco di matrice disneyana (Biancaneve e i sette nani), in un horror squisitamente stilizzato, in imperturbabile (e a volte irritante) equilibrio tra fiero raccapriccio e sghignazzata complice; le bestiali pulsioni presenti nel prefinale di Sitcom sono esasperate, raffinate, approfondite. Un doppio legame triangolare e (a)simmetrico, riprodotto (contraffatto?) nelle sue linee essenziali, anni luce da tutto quello che è abitualmente ritenuto visibile/accettabile: dialoghi surreali, dettagli tanto “perversi” da suonare kitsch (ma non per questo innocui), geometrie visive patinate e floreali, imbevute di lacrime e sangue. Il crimine è l’unico sentiero verso (la finzione del)l’amore? Sarà il tempo (8 donne e un ) a dirlo.
Nel 2001, l’autore ha rimontato l’opera (Nella sceneggiatura originale, il racconto si sviluppava in ordine cronologico; al montaggio avevamo destrutturato questa cronologia. Tre anni dopo, ho avuto voglia d’immergermi nuovamente nel montaggio del film e di provare a raccontare questa storia in un modo diverso: così recita il cartello posto all’inizio della nuova versione), cambiando l’ordine di alcune scene e operando piccoli ma importanti tagli. La nuova versione elimina gli elementi più violentemente grotteschi (uno per tutti: l’uccisione accidentale del coniglio e la conseguente crisi isterica di Alice) e accentua l’importanza del personaggio femminile, descritto fin dalla prima scena nei termini di un protagonismo assoluto. Alice è il primo personaggio a comparire in scena, e dalle sue visioni (la mano che disegna il profilo di Saïd, lo sguardo che inquadra Luc nel vano di una finestra) nascono le altre figure del gioco filmico. Non appare casuale che, nello stesso periodo, Ozon stesse preparando 8 donne e un , altra vicenda dominata da un’adolescente manipolatrice.

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Recensione: spietati.it

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