//LOREAK [SubITA]

LOREAK [SubITA]

 

Titolo originale: Loreak
Titolo internazionale: Flowers
Nazionalità: Spagna
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 99 min.
Regia: ,

 

Ma chi invia con tale regolarità questi splendidi bouquet di fiori che animano il quotidiano di Ane? Sono anche dei fiori misteriosi che sono all’origine delle domande di Tere e Lourdes. Questo affresco estetico raffigura delle vite che s’incrociano, si avvicinano e a volte si separano…

Quella proposta da Loreak è una storia comune, minimale, persino insignificante. Una storia che potremmo “incrociare” nel mondo reale senza farci assolutamente caso: Ane, in un momento difficile della sua vita, inizia a ricevere ogni settimana un mazzo di fiori anonimo.

Mentre cresce la gelosia del compagno Ander, la donna – più che alla lusinga del misconosciuto corteggiatore – cede alla delicatezza del gesto, all’appuntamento silente con quella eccezione che conferma la routine di un’esistenza abitudinaria in cui l’amore (non solo di coppia) sembra messo fra parentesi, forse dato per scontato.mediacritica_loreak_290 Parallelamente si sviluppa la vicenda di Lourdes e Beñat, il cui rapporto già tormentato viene malvisto dalla madre di lui, Tere. Due intrecci all’apparenza destinati a non incontrarsi mai, due stralci di ordinaria quotidianità per i quali sembra difficile provare interesse. Poi d’improvviso – proprio nel momento in cui si inizia a percepire il profumo agrodolce di dramedy sentimentale – arriva la svolta: un incidente d’auto, una tragedia, un inaspettato vuoto da colmare o da dimenticare. Con mezzi contenuti ma con una non comune capacità di indagare le pieghe dell’intelletto umano, il duo di registi formato da e getta il cuore oltre l’ostacolo e dà vita ad un mirabile esempio di “thriller dell’anima”, espressione abusatissima per definire un sottogenere che flirta con la deriva psicologica e la malinconia, in cui i momenti di stasi e di (ri)flessione sostituiscono gli eventi “oggettivi” evidenti per tutti. Il resto lo fa l’hype di Loreak, pellicola che si è messa in mostra nei festival (da San Sebastian a Zurigo, da Londra a Tokyo) fino alla candidatura da parte della Spagna come Miglior Film Straniero ai prossimi Academy Award.

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Non ci sarebbe nulla di anomalo in tutto ciò, non si trattasse di un film girato in basco, lingua minore (anzi, “minorizzata”) che si sta meritoriamente facendo strada negli ultimi anni in ambito cinematografico e artistico. Se neanche questa informazione vi scuote, provate ad immaginarla applicata all’Italia: ce lo vedreste un film friulano o sardo presentato agli Oscar? Ad implementare il coraggio dei selezionatori iberici, occorre anche considerare che per sostenere Flowers è stato accantonato un carico da novanta come La isla mínima, vincitore di ben 10 Goya. Quasi sicuramente Loreak non è destinato a portarsi a casa la statuetta (l’ultimo spagnolo a farlo è stato Alejandro Ámenabar nel 2004 con Mare dentro), ma poco importa: opere come questa dimostrano come con un budget risicato ma con un’idea di cinema “forte”, di sceneggiatura adulta e di recitazione calibrata (menzione speciale per l’insoddisfatta ed espressiva Itziar Ituño) tutto l’impegno venga inevitabilmente ampiamente riconosciuto.

Recensione: mediacritica.it

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