//LOS VERSOS DEL OLVIDO [SubITA]

LOS VERSOS DEL OLVIDO [SubITA]

 

Titolo originale: Los versos del olvido
Nazionalità: Francia
Anno: 2017
Genere: Drammatico, Visionario
Durata: 92 min.
Regia:

 

Los Versos del Olvido: tra ricordo, compagnia e magia.

Los Versos del Olvido (titolo inglese Oblivion Verses) è un film girato in Cile, in lingua spagnola, da un regista iraniano, grazie a una co-produzione fra Cile, Francia, Olanda e Germania. Ciò fa di questa pellicola, presentata nella sezione Orizzonti della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nonché vincitrice del premio per la miglior sceneggiatura nella medesima categoria, una storia cosmopolita, di respiro mondiale.
Quando è salito sul palco, Alizera Khatami (regista e sceneggiatore del film), ha ringraziato sinceramente Guillermo Del Toro, per avergli insegnato tanto in materia di cinema ed in particolare di fantasy. Perché Los Versos del Olvido è per molti versi figlio del cinema del regista messicano. La vicenda del protagonista, un uomo che lavora senza sosta in un isolato obitorio fuori città, avviene all’interno di un quadro storico ben preciso ma non precisato: apprendiamo da titoli di giornale che nel paese sono in corso diverse contestazioni, per cause che non ci vengono raccontate. Il protagonista, il cui nome non viene mai rivelato, all’alba della chiusura dell’obitorio, decide di dover seppellire il corpo di una giovane morta durante queste contestazioni, sulla identità della quale non ha informazioni.
Da qui si apre una lunga odissea burocratica e pratica per dare una degna sepoltura e un funerale a questa giovane donna.
Los Versos del Olvido è girato con grande rigore, costituito da inquadrature fisse che non sono mai lunghe o noiose, come invece spesso succede in questo genere di cinema indipendente, la maggior parte delle volte forzatamente “d’autore”. Invece Khatami riesce a portare lo spettatore all’interno di un clima riflessivo, meditabondo, soffuso, fotografato benissimo, in modo sempre luminoso, con il sole sempre alto. Più che sentire la lontananza dalla città e della vita lo spettatore sente la calma e la pace di un luogo isolato e silenzioso, a suo modo rilassante.
Per quanto a tratti il film sembri impenetrabile e difficile da comprendere, l’idea di Los Versos del Olvido è quella di mettere l’accento sull’importanza del ricordo, del passato e soprattutto della compagnia; il protagonista del film non vuole lasciare la giovane morta ad una sepoltura casuale o ufficiosa, bensì si impegna, fra uffici e burocrazia infinita, per donarle un diritto fondamentale come quello del funerale. In termini musicali, la pellicola di Khatami si potrebbe descrivere come una lunga sinfonia “ambient”, à la Brian Eno, nella quale ci si perde e disperde volentieri. Da non sottovalutare poi la pregevole interpretazione dell’anziano protagonista e l’ingresso nella storia della “magia”, inserita quasi in filigrana.

Recensione: anonimacinefili.it

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