//LUMIERE AND COMPANY [SubITA]

LUMIERE AND COMPANY [SubITA]

 

Titolo originale: Lumière and Company
Nazionalità: Danimarca, Francia, Spagna, Svezia
Anno: 1995
Genere: Documentario
Durata: 88 min.
Regia: Theo Angelopoulos, , , Youssef Chahine, Alain Corneau, , Raymond Depardon, Francis Girod, Peter Greenaway, , , Gaston Kaboré, Abbas Kiarostami, Cédric Klapisch, Andrei Konchalovsky, Spike Lee, Claude Lelouch, Bigas Luna, Sarah Moon, Arthur Penn, , Helma Sanders, Jerry Schatzberg, Nadine Trintignant, Fernando Trueba, Liv Ullmann, , Régis, Wargnier, Wim Wenders, Kiju Yoshida, Yimou Zhang, , , Michael Haneke, James Ivory e Ismail Merchant, Patrice Leconte, , Claude Miller, , Jacques Rivette

 

Lumière and Company è un film del 1995 diretto da diversi registi. È un progetto di Sarah Moon che, per celebrare il centenario della nascita del cinema, ha affidato a 41 registi di fama internazionale la cinepresa originale dei Fratelli Lumière affinché ognuno realizzasse un documento cinematografico sottostando ad alcune restrizioni tecniche: 52 secondi, sonoro asincrono ed un massimo di tre inquadrature.

A 100 anni dalla nascita del cinema, a quaranta registi è concessa l’opportunità di girare un film con la storica macchina da presa dei fratelli Lumière. Tre i requisiti da rispettare: durata di 52 secondi, nessun suono sincronizzato, massimo tre riprese.
Affascinante esperimento cinematografico che nasce dalla volontà del Museo del Cinema di Lione di celebrare il compleanno della settima arte, intrecciando un ideale ponte di congiunzione tra i Lumière e alcuni importanti autori contemporanei. Di ogni corto è mostrata anche parte della lavorazione e si possono ascoltare brevi interviste ai registi coinvolti. Molto diversi gli approcci dei vari cineasti alla sfida. Se Patrice Leconte sceglie di omaggiare i Lumière posizionando ancora, un secolo dopo, la loro macchina da presa nella stazione di La Ciotat, è nello sguardo anarchico di registi come e Peter Greenaway che si avvertono le suggestioni più forti, sebbene proprio i loro corti non rispettino le regole di partenza. Due maestri come Zhang Yimou e Youssef Chahine offrono all’obiettivo dei Lumière luoghi simbolici dei loro paesi come le piramidi e la Grande Muraglia. Di grandissimo valore teorico il contributo di Michael Haneke, la ripresa di un telegiornale nel giorno dell’anniversario della prima proiezione cinematografica. Sorprendente e geniale la scelta minimalista di Abbas Kiarostami, mentre Wim Wenders si limita a citare se stesso e i suoi angeli berlinesi. Nessun italiano tra i partecipanti. Un unico, fugace omaggio a Federico Fellini nel corto del francese Francis Girod. Irresistibile, per ogni cinefilo che si rispetti.

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Recensione: longtake.it

 

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