//MORGENRODE [SubITA]

MORGENRODE [SubITA]

 

Titolo originale: Morgenrøde
Nazionalità: Islanda
Anno: 2014
Genere: Fantascienza, Fantastico
Durata: 70 min.
Regia:

 

Due uomini, un deserto, nient’altro. La ricerca di qualcosa. Un’umanità che non c’è più, forse scomparsa da anni ed anni. Il genere umano ridotto a due soli esemplari.

Cammino in questo deserto di sassi e terra bagnata non c’è niente intorno a me, solo sassi e terra bagnata e rocce talvolta e acqua ma acqua che avvelena, che non si può bere. Cammino sotto la mia tunica, sotto il mio turbante, giovane uomo in cerca di qualcosa che spieghi quel sogno, quella tempesta, quel vento, quel fumo, giovane uomo in un deserto in cerca di un’ossessione, di una risposta, di una fine.
Ho un pugnale, una borraccia ormai vuota, vestiti logori e forza di volontà, tremenda, impressionante, forza di volontà.
Prego te mio Dio affinchè mi la strada disegno un cerchio tra i sassi e la terra bagnata, poso le pietre, ti invoco, ti cerco. Notte poi, l’alba e poi ancora notte e poi ancora l’alba, la notte e l’alba sono le due uniche cose che mutano quaggiù. Qualcuno mi segue, un altro uomo, cosa vuole da me?
Dice che è sempre stato qua, non mi fido di lui. Mi promette una fonte pura, mi promette acqua, vita. Lo seguo. E quella fonte pura esiste davvero. Bevo come non avevo mai fatto prima. Poi ancora il cerchio, poi ancora te, mio Dio, indicami la strada, se c’è una strada..

poi

(poi c’è un ragazzo nella sua stanza, davanti al pc, che guarda un film che non aveva mai visto prima. Un distillato, la sua quintessenza, il suo concentrato. Due uomini, un deserto, nient’altro. La ricerca di qualcosa. Un’umanità che non c’è più, forse scomparsa da anni ed anni. Il genere umano ridotto a due soli esemplari. Questo deserto che è il deserto della vita, questo camminare che ne è il corso, questa fonte che ne è la sussistenza, questo dirupo che ne è il senso e la fine. Se esiste esistenzialista Morgenrode ne è il paradigma.
Immagini di una bellezza straniante, inquadrature sghembe, diagonali, che rendono il deserto una salita, una discesa.  Questi colori che ci sono ma non ci sono.  Chè il mondo, il colore, l’ha perso da un pezzo.  E poi quell’aereo. piccolo indizio di qualcosa che è morto definitivamente. E poi quell’alba accecante come la sua bellezza, bianca, completamente bianca. Per un quarto d’ora ho avuto i brividi.)

Arrivo al dirupo ma non ho più le forze per raggiungerlo. Un’alba di immane bellezza sta illuminando la mia fine. Eppure ero così vicino a sapere, così vicino a vedere. L’altro uomo mi ha sempre seguito, mi ruba le pietre, mi colpisce, crollo a terra.
Lui quelle pietre non sa cosa siano perchè la sua ricerca non era la mia ricerca. Le getta verso la Roccia. Succede qualcosa di terribile e meraviglioso insieme
Solo lui sa cos’ha visto. Non certo io, qui disteso a terra, ormai morto (e nemmeno io, qua nella mia stanzetta, rapito come sono da qualcosa più grande di me) Si dice che la morte sia il tramonto della vita. Io sono morto in un’alba. morgenrode

Recensione: ilbuioinsala.blogspot.it

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