//O-BI, O-BA: THE END OF CIVILIZATION [SubITA]

O-BI, O-BA: THE END OF CIVILIZATION [SubITA]

 

Titolo originale: O-bi, O-ba: Koniec cywilizacji
Nazionalità: Polonia
Anno: 1985
Genere: Drammatico, Fantascienza, Thriller
Durata: 88 min.
Regia:

 

Al termine della guerra nucleare che ha flagellato il mondo, i pochi sopravvissuti, sotto la guida di un’elite militare, trovano riparo in una struttura sotterranea fornita di una cupola che li protegge dal mondo esterno. Mentre fuori infuria l’inverno nucleare, i pochi rimasti attendono l’arrivo di una misteriosa Arca che dovrebbe condurli verso la salvezza e l’inizio di una nuova civiltà. In un desolante panorama di derelitti assediati dal freddo e dalla fame, si muove Soft (Jerzy Stuhr, attore feticcio del regista), appartenente all’elite militare ma assolutamente refrattario ad indossare la divisa.

Fantascienza tra le più cupe e dramma esistenziale si fondono insieme in questa pellicola polacca premiata al “Polish Film Festival” del 1985. I protagonisti simboleggiano nella loro miseria fisica e morale l’abbrutimento di una società che si sta autodistruggendo; il nascondiglio sotterraneo grazie al quale sono scampati alla morte e dal quale escono in cerca della vita somiglia all’incubatrice di una nuova civiltà; la mitica Arca che dovrebbe pilotarli verso il futuro apre loro la strada verso la morte… Sviluppato su una impostazione teatrale, il racconto si affida molto al dialogo e alle luci opprimenti della fotografia, concedendo di quando in quando tregua in brevi momenti di nero umorismo.

In un desolante panorama di derelitti assediati dal freddo e dalla fame, si muove Soft (Jerzy Stuhr, attore feticcio del regista), appartenente all’elite militare ma assolutamente refrattario ad indossare la divisa. Fine conoscitore della natura umana, Soft è l’ideatore dell‘immaginaria Arca, astuto artifizio dettato dalle circostanze e unica fonte di speranza per buona parte della popolazione del bunker. Ma la cupola comincia a dare segni di cedimento…
O-bi, O-ba – Koniec cywilizacji (La Fine della Civiltà), inedito in Italia, è una piccola gemma del sottogenere post-apocalittico che merita senza dubbio una riscoperta. Realizzato con budget modesto, il film è ambientato unicamente in interni e mescola efficacemente toni cupi con sprazzi di umorismo nero. Saremo chiamati a seguire Soft in spogli corridoi immersi nella gelida luce blu al neon che conferisce un’atmosfera ancora più opprimente e a tratti surreale. Durante la sua ricerca di una via di scampo reale da una fine ormai imminente, verrà in contatto con esemplari di varia umanità che rispecchiano con la propria miseria morale i vari aspetti di una civiltà in disfacimento e prossima alla fine. Ognuno di loro tenta di vivere la propria condizione di estenuante attesa per una nuova Arca di Noè in modi diversi. C’è chi tenta di sfuggire all’apatia trovando rifugio nella fede dell’arca, chi non smette di combattere una guerra ormai finita e chi accetta semplicemente la morte.

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L’opera di Szulkin è permeata da un simbolismo politico/religioso piuttosto evidente che nel secondo caso si trasforma in divertito sberleffo. A partire da Soft, novello messia che promette una salvezza basata sulla menzogna, per finire con alcune battute sulla bibbia catalogata come narrativa, senza mancare di sottolineare come la fede possa spesso trasformarsi in fanatismo. Ma come ci ricorda Szulkin, il destino dell’uomo è unicamente nelle sue mani. E se queste mani rispondono unicamente a bisogni egoistici e materiali, allora la salvezza, anche se a portata di mano, rimarrà un miraggio.
Nota di merito per Jerzy Stuhr nei panni del malinconico Soft e buono il resto del cast , con alcuni personaggi un po’ macchiettistici ma in sintonia con l’atmosfera generale.
Film consigliatissimo per gli amanti del (sotto)genere post-apocalittico (qui rivisitato in maniera molto personale) e della fantascienza in generale.

Recensione: freezone-sci-fi.blogspot.it

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