//POM POKO

POM POKO

 

Titolo originale: Heisei tanuki gassen Ponpoko
Nazionalità: Giappone
Anno: 1994
Genere: Animazione
Durata: 119 min.
Regia:

 

Pom poko  è la favola dello scontro tra la moderna urbanizzazione e la natura. Un gruppo di Tanuki (piccoli orsi a metà tra i procioni e gli orsetti lavatori) abitanti nelle colline Tama costretti ad abbandonare le loro case per il rapido sviluppo e costruzione di nuovi edifici e centri commerciali. Visto che diventa sempre pi difficile trovare cibo e rifugio, decidono di lottare tutti insieme per tornare preservare il loro habitat. I Tanuki hanno perfezionato l’antica della trasformazione fino a poter muoversi come gli esseri umani su due gambe. Usano così questi poteri per limitare l’avanzamento dell’urbanizzazione. Ma sarà sufficiente? O i Tanuki impareranno come vivere in equilibrio con il mondo moderno? Un inno alla magia della foresta e alla bellezza delle creature che vivono intorno a noi.

Premesse alla mano, Pom Poko di è il film più assurdo dello Studio Ghibli. Legato a doppio filo con le tradizioni giapponesi, portavoce di un messaggio ambientalista (e fin qui niente di nuovo) veicolato in modo estremo, spesso contornato di una violenza grottesca e con alcune soluzioni grafiche interessanti, ma anche spaesanti. Non è una sorpresa che il film sia giunto in Italia, e direttamente in home video, solo nel 2011. Si tratta di un’opera particolare, diversa, originale e spesso spiazzante, che non può lasciare indifferenti, pur non collocandosi tra le vette dello Studio.

Nella traduzione del titolo originale (Heisei tanuki gassen Ponpoko) si trova praticamente una dichiarazione d’intenti circa quello che andremo a vedere. Letteralmente, Pom Poko, battaglie Tanuki dell’Era Heisei. Ad un primo sguardo distratto e inconsapevole potremmo pensare ad un film di samurai, forse ad una vicenda ambientata in un passato sconosciuto del Giappone medievale. In l’Era Heisei cui si accenna è quella attuale, iniziata nel 1989, e i tanuki nient’altro sono che strani animali, assenti in Italia, che ricordano un incrocio tra un procione e un cane. La battaglia in questione infine riguarda il disperato tentativo di riconquista della collina Tama (la stessa nella quale verrà parzialmente ambientato I sospiri del mio cuore) nella periferia di Tokyo, e quindi il sistematico sabotaggio degli umani che la vogliono cementificare.

Guarda anche  LA TOMBA DELLE LUCCIOLE [SubITA]

Siamo lontani anni luce dai didacalismi ecologici all’occidentale protagonisti di film come Ferngully o La gang del bosco. Qui lo vicenda, rielaborata pesantemente ma ispirata al racconto di Kenji Miyazawa, è scandita da momenti furiosi e violenti, che giustificano costantemente l’evocativo titolo originale. I tanuki sono guerrieri che lottano per sopravvivere, litigiosi, spesso pieni di difetti (in altro contesto potrebbero benissimo essere degli umani), ma anche protagonisti di missioni suicide, all’occorrenza assassini, sempre consapevoli della minaccia di annientamento che grava su di loro. Miyazaki (ideatore del film), che con l’ambientalismo va a braccetto, avrebbe scelto forse un approccio più pacato e sereno per narrare la vicenda, ma Takahata segue un’altra strada, la stessa che non aveva risparmiato le brutalità di cui era costellato Una tomba per le lucciole.

Il punto comune nella poetica di Takahata a questo punto pare l’adattamento, e il trauma degli inevitabili cambiamenti. Per altri registi la crescita e la vita sono un’avventura, magari difficile, ma anche giocosa, ricca di risvolti piacevoli e solari. Takahata invece è molto più graffiante e cupo. I due orfani di Una tomba per le lucciole non riescono ad adattarsi, e vengono puniti ferocemente, i tanuki di Pom Poko (suono onomatopeico intraducibile) provano a ribellarsi e a reagire, ma la loro sorte non sarà troppo diversa. Alla lotta e alla speranza di altri film Takahata contrappone invece un fatalismo angosciante.

Ma il film non è tutto qui. Un ruolo fondamentale è giocato dalle tradizioni millenarie legate alla figura del tanuki in Giappone. Animali scherzosi e generalmente pacifici che sarebbero dotati di molte facoltà, di estendere i propri testicoli (ebbene sì), di trasformarsi in oggetti innocui, di modificare le loro stesse fattezze. Proprio questa caratteristica viene ripresa dallo stile visivo e utilizzata in modo espressivo. I tanuki sono infatti disegnati di volta in volta in tre modi diversi, uno più “cartoonoso”, uno più realistico, uno più stilizzato. Scelte che avranno un senso nel film.

Recensione: quintaparete.wordpress.com

STREAMING & DOWNLOAD

https://openload.co/f/KvKspW50fmE HD

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