//ROSENCRANTZ & GUILDENSTERN ARE DEAD

ROSENCRANTZ & GUILDENSTERN ARE DEAD

 

Titolo originale: Rosencrantz & Guildenstern are dead
Nazionalità: UK
Anno: 1990
Genere: Commedia, Drammatico, Visionario
Durata: 117 min.
Regia:

 

è un regista e scrittore teatrale inglese molto legato a Shakespeare. Stoppard è anche uno sceneggiatore cinematografico ed ha collaborato a diversi film ( fra i tanti vi è la collaborazione con Terry Gilliam per la sceneggiatura di “Brazil”), in questo caso lo troviamo in veste di sceneggiatore e regista di un film tratto da un suo spettacolo teatrale già realizzato con la sua compagnia.

Le ultime famose parole pronunciate dal messaggero inglese nell’ ”Amleto” suggeriscono il titolo e l’idea di fondo del copione a Stoppard. Prendere due comparse come Rosencrantz e Guildenstern, che sono i due amici d’ di Amleto, che hanno come unico scopo quello di morire (nel testo Shakespiriano) e descriverne le azioni che compiono, quello che fanno, fuori dal copione dell’ Amleto, quello che combinano quando nell’Amleto sono dietro le quinte, anche se la loro storia è scritta, il loro destino è comunque segnato. riesce perfettamente a dare un non contesto e un non passato, una non memoria a questi due personaggi (perché non sono individui, ma solo personaggi) che noi vediamo muoversi come pesci fuor d’acqua, come due entità che non sanno quello che fanno salvo nei punti in cui la storia coincide con l’”Amleto”, in quei momenti sembrano avere patos, dicono battute armoniose e dense di significati, in qui momenti sono a loro agio, personaggi che sanno ciò che devono dire e fare.

Tutto il film racchiude perfettamente i due temi che il regista vuole trasmettere, l’amore appassionato per il teatro, dove tutto è teatro (La compagnia teatrale viaggiante è un tocco di classe, il mimo che informa R&G della loro sorte con il cappio, la pantomima che svela ad Amleto l’assassinio del padre da parte dello zio Re) , e la , che incombe continuamente, come giustamente incombe in Shakespeare (stupendo il monologo di Gary Oldman, suscita risa e lacrime, è profondissimo). Il destino avverso che R&G hanno sin dal principio, ben mostrato e trasmesso al pubblico con l’utilizzo della moneta che ad ogni lancio fa sempre testa e mai croce, l’inizio della tragedia teatrale, la sua splendida divisione in due atti (divisione assolutamente cinematografica per la sua esecuzione), il suo epilogo (ovviamente tragico, ma bisogna sempre considerare la di R&G come la di due personaggi, pronti a resuscitare al successivo spettacolo per poi morire di nuovo).

R&G è un film indipendente interpretato da attori tuttora indipendenti che nel 1990 erano quasi sconosciuti (Tim Roth e Gary Oldman), divise la giuria al Festival di Venezia, fu molto discusso, ma alla fine per la sua struttura impeccabile e la sua ironia straripante vinse il Leone D’oro.

Recensione: baskerville.it

 

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