//SECRET SUNSHINE [SubITA] 🇰🇷

SECRET SUNSHINE [SubITA] 🇰🇷

Titolo originale: Milyang
Nazionalità: Corea del Sud
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Durata: 142 min.
Regia: Lee Chang-dong

 

Shin-ae, giovane vedova, si trasferisce, insieme al figlio Jun, da Seoul a Milyang (밀양) nel paese natale del defunto marito; qui cercherà di trovare una sua identità; ma proprio mentre tutto sembrava tranquillo un’altra tragedia scuote di nuovo la vita della giovane donna.

Rinascere dal

La lontananza dal cinema per Lee Chang-Dong è durata un lustro – cinque sono gli anni passati dal bellissimo Oasis, premio speciale per la regia a Venezia – nel frattempo il regista di Seoul è stato Ministro della Cultura in Corea e insignito con la Legione d’onore dal governo francese. Il suo Secret Sunshine è un film bellissimo, che sa essere duro e delicato allo stesso , e muovendosi con grazia tra commedia, romanticismo e melodramma riesce a parlare di temi delicati come l’accettazione del lutto e della religiosa.

Sin-ae insieme a Jun si trasferisce dalla metropoli Seoul a Miryang (titolo originale del film, significa appunto “sole segreto”), per accontentare il desiderio del suo defunto marito che avrebbe voluto tornare a vivere nella sua città natale e allo stesso poter ricominciare una nuova vita da zero. Per un po’ ci riesce ma ben presto scopre anche i difetti della piccola cittadina che imprevedibilmente la porteranno ad una nuova e più terribile tragedia. Sin-ae è all’inizio fredda, apparentemente distaccata; in seguito alla nuova tragedia la disperazione prende il sopravvento, sfinendola fisicamente e psicologicamente. Poi arriva la , e qui Sin-ae sembra nuovamente pronta a ricominciare da zero, a rinascere dal proprio , ma anche qui si tratta di una rinascita destinata a non durare.

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A dare vita a questo caleidoscopio di emozioni c’è l’attrice Jeon Do-yeon, una vera forza della natura, bravissima nell’interpretare un personaggio dalle mille sfumature con estrema disinvoltura: la sua è un’interpretazione che merita sicuramente l’attenzione della giuria di questo 60° Festival di Cannes. A farle da spalla Song Kang-ho, grazie al successo The Host uno degli attori coreani del momento, che è il protagonista dei momenti più leggeri del film, con il suo goffo meccanico che cerca invano di conquistare il cuore di Sin-ae.

Ma il film vive i suoi momenti migliori nella tragica sofferenza della vedova e soprattutto nel disperato tentativo di aggrapparsi a Dio: memorabile la sequenza in cui Sin-ae va in prigione a trovare l’uomo che le ha causato tanto , per scoprire che anch’egli ha trovato nella una via d’uscita, ha trovato quel perdono che lei stessa era pronto ad offrirgli, ma che Dio non doveva certo permettersi di dargli al posto suo. Sono tanti i film che offrono un punto di vista personale sulla perdita di una persona cara e sul tentativo di accettare il lutto e le conseguenze dello stesso, questo Secret Sunshine lo fa in modo diverso, costruendo sul tema della morte una storia dagli orizzonti più vasti, ma non per questo meno vera.

Recensione: movieplayer.it

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