//SLOVENKA [SubITA]

SLOVENKA [SubITA]

 

Titolo originale: Slovenka
Titolo internazionale: A Call Girl
Nazionalità: Slovenia
Anno: 2009
Genere: Drammatico
Durata: 90 min.
Regia:

 

Alexandra ha 23 anni e studia all’università di Ljubljana. Silenziosa e solitaria, nessuno potrebbe immaginare come la ragazza si guadagna da vivere. Sotto il nome in codice di “Slovenian Girl”, la ragazza si prostituisce per poter pagare il mutuo del suo nuovo appartamento. I suoi clienti sono politici e uomini d’affari. Nonostante le menzogne teme che il padre scopra la sua doppia vita. La vicenda si complica quando un suo cliente muore d’infarto in una stanza d’hotel.

È stato presentato al festival del di Sarajevo l’ultimo film di . Slovenian Girl (Slovenka) accende i riflettori sul mondo della prostituzione in Slovenia. La storia è quella di Aleksandra (Nina IvaÅ¡in), una giovane studentessa di inglese trasferitasi dal suo piccolo paesino a Lubiana per frequentare l’università della capitale. Figlia di genitori divorziati, con un rapporto conflittuale con la madre, conduce una vita apparentemente normale. A nessuno verrebbe in che si prostituisca. Lo fa con un metodo semplice, apparentemente asettico: mette degli annunci sul giornale con lo pseudonimo di Slovenka. I suoi clienti sono soprattutto stranieri che capitano di passaggio a Lubiana.

“Vado da loro in albergo, me la sbrigo in fretta e guadagno parecchi soldi. Nessuno sa cosa faccio. Ho un obiettivo e quando l’avrò raggiunto farò una vita normale”. Questo il ragionamento apparentemente banale che fa la ragazza. Il tutto è perfettamente in linea con una certa aridità morale che serpeggia nelle società in transizione. Nell’est Europa, infatti, soldi e beni materiali hanno rapidamente sostituito i “valori” della società socialista.

Il fine della ragazza è quello di acquistare un appartamento e di pagare il mutuo prostituendosi. Tutto sembra filare via liscio, finché, durante il semestre di presidenza slovena dell’Unione europea, non arriva a Lubiana un politico straniero. Aleksandra è in una camera d’albergo con lui quando l’uomo muore d’infarto.

Sui giornali comincia a trapelare la notizia. D’un tratto Aleksandra si trova ad essere braccata dalla polizia, dai protettori, dalla banca che reclama i soldi del mutuo e con l’acqua alla gola per gli esami da fare all’università. La sua paura più grande, comunque è che suo padre venga a scoprire quello che fa.

“Slovenian Girl – dice il regista – è il ritratto di una giovane persona perduta, per metà adulta e per metà bambina, che perde il senso della realtà ed il rapporto con il suo , perché – dice lei – vuole avere qualcosa dalla vita”.

, con fredda determinazione, da anni mette a nudo lo stato delle cose in Slovenia. Non è la prima volta che con un suo film indaga sul mercato del sesso. Lo aveva fatto già nel 2000 con “Porno film”. La storia era quella di un ragazzo braccato dagli strozzini che cercava di girare il primo film pornografico sloveno. Il regista, comunque, è più noto sulla scena internazionale per un altro lavoro, Pezzi di ricambio (Rezervni deli), che nel 2003 è stato selezionato in concorso al festival del di Berlino ed è stato premiato ai festival di Sarajevo, Trieste e Montpellier. Il film è stato distribuito in ben 12 paesi europei. Un vero e proprio successo per la cinematografia slovena. La vicenda narra con crudezza il passaggio dei clandestini attraverso la Slovenia e l’insensibilità degli organizzatori di quei traffici.

Recensione: balcanicaucaso.org

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