//SOUND OF MY VOICE [SubITA] 🇺🇸

SOUND OF MY VOICE [SubITA] 🇺🇸

Titolo originale: Sound of My Voice
Nazionalità: USA
Anno: 2011
Genere: Drammatico, Fantascienza, Thriller
Durata: 85 min.
Regia:

 

La conferma del talento incredibile della Marling che, anche in questo caso, oltre a recitare da Dio si è scritta pure il film.
Una ragazza che dice di essere arrivata dal 2054 sceglie un gruppo di eletti per affrontare il nuovo mondo. Film sulle sette senza le insidie delle sette e sulla fantascienza senza alcun elemento fantascientifico, Sound of my voice è l’ennesima piccola perla di sceneggiatura che gioca con verità e menzogne, psicologia, menti fragili ed altre dominanti

[Attenzione: presenti spoiler!]

Per prima cosa c’è da dire, anzi da ribadire, che Brit Marling è una Dea. Credo che insieme ad Anya Taylor-Joy possa tranquillamente dire che nel mio piccolo Olimpo ci sono loro due. Anche perchè ormai Carey Mulligan credo di averla spostata nell’Olimpo di sopra, di quelle che ormai governano il mondo, con la Regina (non a caso) Natalie Portman sopra tutte. Quando vedi il viso e la recitazione della Marling non è che rimani tanto affascinato dalla sua bellezza, ma da una sensazione di intelligenza, profondità, carisma, che poche hanno. Ma del resto stiamo parlando di una che recita, scrive film (anche questo qua) fa regie, produce. Una mente elevata. Ed era quindi perfetta per questo suo (quasi) primo ruolo, quello di una ragazza a capo di una specie di setta. Una che, appunto, deve avere intelligenza, profondità e carisma.

Sì, detta così può fuorviare. In realtà Maggie (la Marling) dice di esser venuta dal futuro, dal 2054. Si è risvegliata nella vasca da bagno di un hotel, nuda, senza nulla. Piano piano ha riacquistato memoria e consapevolezza. E adesso, dopo vari test esterni, ha scelto un gruppo di Eletti, una decina di persone che devono aiutarla ad affrontare il mondo che verrà, un mondo dove gli Stati Uniti saranno mezzi distrutti da una guerra civile, dove ci sarà poco cibo, dove paradossalmente la tecnologia verrà soppiantata da un ritorno alle cose naturali e semplici. Una coppia riesce a far parte degli Eletti ma è lì solo per girare un documentario che smascheri questa donna. Tutti gli adepti vengono sempre prima bendati e legati, di modo che non si sa dove sia lo scantinato dove avvengono le sedute. Inevitabilmente questo film al tempo stesso sulle sette ma anche di soggetto fantascientifico (quello di Maggie SE UNO LE CREDE sarebbe in tutto e per tutto un nel tempo) mi ha richiamato quel gioiellino di Faults.
Anche qui si è riusciti col nulla, poche stanze, pochi attori, nessun effetto, solo scrittura, a realizzare un film bello e potente capace di interessare, farti porre domande, farti credere e ricredere, giocare sui ruoli, sulle verità e sulle menzogne.
Maggie è veramente venuta dal futuro?
Lo spettatore può crederle o no, come del resto gli stessi adepti.
E’ sicuramente una persona molto carismatica, una che riesce a farti credere qualsiasi cosa, una talmente fine psicologicamente che, in ogni caso, è capace di fare del bene alla tua psiche.

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La scena della mela alla fine potevamo trovarla in qualsiasi film tratti di aiuti psicologici. Ma in effetti è difficile parlare di setta per delle riunioni in cui nessuno prende soldi, in cui non avviene nessun fatto eticamente discutibile, in cui gli adepti tornano tranquillamente alle proprie vite, in cui si può lasciare quando si vuole.  Tutti elementi che vanno a favore di Maggie. Ma se lei non ha nessun tornaconto personale, allora cosa vuole veramente? Le riunioni vanno avanti e Peter, l’infiltrato, quello più scettico, inizia a restare affascinato da Maggie tanto che la sua ragazza, la bellissima Lorna, inizia a vederlo completamente cambiato. Ne nasce un film di quasi solo interni, di psicologie, di sguardi, di cambiamenti di prospettiva.
Fino a che non arriviamo alla scena madre, meravigliosa, quella in cui Maggie canta. Una canzone del futuro, dice, ma appena comincia a cantare le parole e le note di Dreams dei Cranberries vengono fuori. Ne viene fuori probabilmente la scena più densa, quella più insidiosa, la più potente.

A questo punto lo spettatore è quasi certo di quello che molto probabilmente già pensava, Maggie, truffatrice o no, è semplicemente una ragazza dell’oggi, malata (la flebo) che per qualche ragione che non capiamo ha deciso di creare questo gruppo. Non tutto funziona. Ad esempio la motivazione base delle sedute, ovvero il creare un gruppo di Eletti per il mondo che verrà, fa storcere il naso. Che dovranno fare? come possono 10 persone cambiare le sorti del mondo? In questo senso l’unione sette – fantascienza l’ho trovato deboluccio, si son cercate motivazioni troppo grandi a parer mio. Non ho poi ben capito i due inserti in flash back di Lorna e Peter. Tra l’altro mi sembrano raccontati dalla voce d Maggie. Ma sarebbe un controsenso di sceneggiatura se la sua mente “sapesse” del passato dei due quando, in una scena emblematica, dice che non può saper niente nemmeno del 2014 perchè, essendo nata negli anni 30, lei ancora non c’era. A cosa servono quegli inserti, perchè?
Come rimane “lettera morta” il perchè del cappello della bambina. Poco , il film è bello, molto bello, recitato benissimo, forse mai insidioso come un Faults o un The Invitation perchè, in effetti, mai insidiosa ma solo dolcemente misteriosa è Maggie.

Un finale perfetto.
Anche se ci sarà ancora un altro finale, quello de “non è una mia scelta, ma tua” che ancora mi ronza in testa, non l’ho capito.
In ogni caso la conferma di un’artista incredibile per recitazione e scrittura.
Brit Marling

Recensione: ilbuioinsala.blogspot.it

 

 

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