//THE CLOWN [SubITA]

THE CLOWN [SubITA]

 

Titolo originale: O Palhaço
Nazionalità: Brasile
Anno: 2011
Genere: Avventura, Commedia, Drammatico
Durata: 90 min.
Regia:

 

Benjamim lavora presso il circo Esperança, il cui direttore è suo padre. Insieme a quest’ultimo recita nel ruolo del pagliaccio Fastidio, in uno spettacolo che sta girando per il Brasile, facendo tappa in diversi paesini di campagna. Il suo numero cambia ogni volta, adattandosi ai personaggi del luogo, e gli applausi non mancano mai. Tuttavia, mano a mano che la tournée procede, Benjamim si sente pervadere da un crescente malessere.

Tra i film stranieri presentati da poco alla selezione per l’Oscar 2013 c’è il brasiliano O Palhaço (The Clown, 2011), scritto, diretto e interpretato da . Ci sarò arrivato per intuito, più probabilmente per fortuna, ma ci sono arrivato, e posso dire di aver visto un film meraviglioso, senz’altro uno dei migliori visti quest’anno. è un regista raffinato, a tratti persino maniacale nella tecnica, ma la cui ricercatezza non cozza mai con il gusto della semplicità: il suo è un film genuino; sofisticato, ma onestamente genuino. In tema con la storia pertanto, che è un paradigma di autenticità e franchezza nel rapporto tra un padre e un figlio, entrambi pagliacci in un piccolo circo tutto loro. La piccola carovana circense viaggia tra piantagioni di canne da zucchero nelle campagne assolate del Brasile, aggiungendo colore al calore dei campi. La tenda del circo ogni volta è un’isoletta di umanità in mezzo al niente, cui la gente arriva dai villaggi dei dintorni, insieme a qualche poliziotto di campagna cui basta un biglietto in prima fila per scordarsi della licenza che gli artisti non hanno. La pellicola che usa Mello si scalda con questa umanità e si fa satura nei toni, coloratissimi come la natura e i numeri circensi. Ogni dettaglio tecnico ha un perché istintivo nel film di Mello.

Nel loro piccolo numero di clowns, sempre uguale, il padre Valdemar (un bravissimo Paulo José) e il figlio Benjamin (interpretato magnificamente dallo stesso ) comunicano in modo privilegiato. Il loro rapporto è lì, camuffato sì dalla goffaggine dei trucchi e dei costumi, ma mai insincero, mai dissimulato. Diventa facile per il padre capire che Benjamin desidera lasciare il circo per provarsi nella vita che non ha mai avuto: fatta di normalità comune, con una casa, dei documenti anagrafici, una donna da amare. Una vita, soprattutto, in cui Benjamin non rida ad arte, ma per puro diletto e perché qualcuno vuole e sa farlo ridere. Se ne va via così Benjamin, trascinando la sua (il tarlo del pagliaccio) e l’ossessione per i ventilatori nelle strade di una vita che spera nuova e diversa, salvo dover fare i conti con la verità delle cose: il gatto beve il latte, il topo mangia il formaggio… io son pagliaccio! O Palhaço è un film delicatissimo, ispirato e toccante. Flessuoso come il suono dell’accordéon che lo accompagna. Un film in cui il talento di Selton Mello è grande quanto l’intimità della storia che racconta.(Fonte Riccardo Cristiani – wordpress.com)

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