//THE CONSPIRACY [SubITA]

THE CONSPIRACY [SubITA]

 

Titolo originale: The Conspiracy
Nazionalità: Canada
Anno: 2012
Genere: Drammatico, Esoterico
Durata: 84 min.
Regia:

 

Due giovani e intraprendenti filmakers, Aaron e Jim (Aaron Poole e James Gilbert), individuano come soggetto del loro prossimo documentario un uomo apparentemente folle, Terrance, che si è dato una missione: attirare l’attenzione dei cittadini di Toronto su una possibile cospirazione da parte di un’organizzazione segreta che intenderebbe instaurare un nuovo ordine mondiale. L’approccio iniziale è disincantato e un tantino cinico, ma quando Terrance scompare senza lasciare traccia i due si trovano a pensare che qualcosa di vero, in quelle deliranti affermazioni, possa anche esserci. Minacciati e spaventati dalla presenza di misteriosi individui che iniziano a pedinarli, e aiutati da un inquietante personaggio che li guida nell’ombra, Aaron e Jim decidono di penetrare nella tana del lupo proprio durante una delle rare ed esclusive cerimonie segrete… Una massima – dettata dal buon senso – dice che basta osservare oltre il dovuto due cose apparentemente sconnesse per rintracciare una connessione significativa. Questo è il modo in cui lavora la mente paranoide di un cospirazionista: osservare a lungo una messe di dati per poi elaborare una teoria dietrologica che sostenga, con logica stringente, un unico fattore causante. Aaron e Jim ne sono consapevoli, ed è per questo che entrando nell’appartamento di Terrance, ossessivamente tappezzato da ritagli di giornale, sui loro volti appare un sorriso tra il divertito e il compassionevole. Ma attenzione: nonappena Aaron prova a ricostruire il percorso logico che ha portato lo scomparso Terrance a concepire le sue tesi – oplà – il gioco è fatto: il fascino del cospirazionismo lo infetta e scivola nella tana del Bianconiglio.

Anche i Wachowsky, al tramonto dello scorso millennio, si ponevano con Matrix la fatidica domanda: e se tutto ciò che abbiamo creduto sinora non fosse che il frutto di un condizionamento subliminale che occulta la realtà delle cose? Il guaio è che non c’è modo di saperlo con certezza matematica: occorre fare il passo, buttarsi, crederci sino in fondo, e la realtà si piegherà come un cucchiaio. Con The Conspiracy, mescola abilmente fatti, notizie e filmati reali con la pura fiction, ed escogita delle connessioni plausibili per proporre allo spettatore disincantato (a un cospirazionista basta molto meno!) un’interpretazione differente della nostra nell’epoca della globalizzazione. Le citazioni originali di un “nuovo ordine mondiale”, tratte da brani di discorsi realmente pronunciati da famosi esponenti della politica internazionale, diventano – nel suo ambizioso risiko – allusioni specifiche al “Nuovo Ordine Mondiale” (notare le maiuscole): il progetto sovversivo messo in atto da una lobby simil-massonica, potentissima e segreta, per ottenebrare la democrazia e tenere al guinzaglio la gran massa dell’umanità ottusa e inconsapevole. La pellicola sembra quasi distinta in due parti: la prima strutturata come un mockumentary in senso stretto, la seconda – quando Aaron e Jim si dotano di microtelecamere e s’infiltrano tra i ranghi del club – come un found footage, in grado di regalarci brividi profondi grazie all’atmosfera arcana che ricorda la villa di Eyes Wide Shut, con i volti dei partecipanti alla cerimonia occultati da una maschera zoomorfa d’ascendenza pagana (The Wicker Man, o il più recente You’re Next) oppure oscurati elettronicamente per simulare una garanzia di privacy per i ricchi soci che partecipano al rito.

Particolarmente riuscita, perché carica di funesti presagi, la scena in cui i due giornalisti penetrano nella stanza delle daghe, dove un maestro di cerimonie pare intento a giocare con i due sprovveduti come un gatto con i topi. Il cast regge al test di naturalezza (James Gilbert è un tantino meno convincente degli altri), e un plauso va ad Alan Peterson, l’attore che interpreta il crociato Terrance. MacBride riesce a toccare la mente e le viscere dello spettatore, e risolve l’epilogo del suo film in modo brillante. Il portavoce della potente associazione rilascia infatti alla tv una dichiarazione di spiazzante sensatezza: “poniamo fine alle dicerie: siamo un’organizzazione che si adopera davvero per instaurare un nuovo ordine mondiale: una sola , un solo governo, per il bene e l’evoluzione dell’umanità”. E – a film terminato – siamo portati a riflettere sul peso di un’affermazione del genere e sulla fondatezza delle nostre opinioni nell’era di Facebook. Cosa ci inquieta di più: che qualcuno ci manipoli, o che qualcuno ci manipoli a nostra insaputa? E – a conti fatti – questo fa qualche differenza? In fondo, quando ci formiamo un parere su qualcosa, stiamo mangiando da una ciotola. Forse l’unica libertà a cui possiamo davvero aspirare è quella di scegliere consapevolmente il padrone che ce la porge.

Recensione: nocturno.it

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