//THE KINGDOM [SubITA] 🇩🇰

THE KINGDOM [SubITA] 🇩🇰

Titolo originale: Riget
Nazionalità: Danimarca
Anno: 1994–1997
Genere: Fantascienza, Serie TV, Visionario, Horror,
Stagioni: 2
Episodi: 8 [totale]
Durata: 60 min. circa
Ideatore: 

Non si può fare a meno di rimanere affascinati dallo stile con cui crea le sue opere. Sono creazioni dove l’, cinematografica e non, si impone, nel senso più letterale della parola.

Di questa mini-serie avrebbe dovuto anche essere realizzata una terza stagione di chiusura, dove tutti i fili vengono legati fra loro e le rivelazioni sono unite in un guazzabuglio di complessità, ma dopo la fine della seconda stagione due attori del cast sono morti e la società di produzione ha accettato di accantonare il progetto.

Siamo al Rigshospitalet di Copenaghen, dove iniziano ad accadere cose misteriose, ed eventi inspiegabili destabilizzano sia i pazienti che il personale medico.

Sono molti infatti i personaggi che von Trier segue lungo i corridoi e le stanze dell’. L’utilizzo di diversi personaggi permette al regista di esporre – senza affermare – diversi punti di vista, ciascuno dei quali porta ad altrettanti spunti di riflessione inerenti a tematiche controverse. I corridoi fatiscenti ospitano una galleria di grottesche creature: c’è soprattutto Stig Helmer (Ernst-Hugo JäregÃ¥rd), il capo chirurgo svedese con la lugubre, enorme faccia da un piccolo ippopotamo, favolosamente autocommiserante, meschino e pomposo.

Sembra che il regista voglia analizzare – o a volte solo cogliere – i diversi aspetti della vita dei personaggi: la dimensione professionale ma anche quella sentimentale, senza tralasciare quella propriamente umana; in alcuni casi però, più che una dimensione umana emerge quella piuttosto megalomane – perfino un po’ fanatica e pericolosa.

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La serie invita a riflettere su quanto la possa essere a volte etica e giusta, mentre altre volte solo azzardata: la è infatti anch’essa il filo conduttore che collega al mistero centrale del film; ma tale mistero non è mera suspense, bensì un’ulteriore fonte di riflessione.

Tuttavia, questi seri quesiti si stemperano e si confondono in un labirinto di situazioni a volte di nonsense, altre decisamente macabre, alcune da film dell’ – ma comunque d’autore.

Le due stagioni di “The Kingdom”, con una durata totale di poco meno di dieci ore appariranno come un’esperienza metaforica che ritrae aspetti sia della umana che della società circostante.

Il “regno” è una sfida per la . Sei attratto e stupito, sei disgustato e affascinato, e tutto questo apparirà nella sua interezza come un risultato artistico, dove nulla è per caso. 

“Von Trier è uno di quei registi che sembrano forzati e falsi ogni volta che cercano di fare una grande affermazione “significativa”, che sono più felici quando si imbarcano in questa sorta di folle progetto privato, gestito secondo regole arbitrarie e autodeterminate”

Dal punto rivista tecnico la serie è prodotta in un modo molto particolare. Se non hai confidenza con le prime opere di potresti rimanere disorientato, potrebbe perfino sembrarti “fatto male”, ad un primo approccio. Si sente molto l’influenza delle regole del Dogma 95 (anche se ufficialmente quest’opera non ne fa parte): stilisticamente risulta grezzo, organico, reale. C’è una sfocatura, una confusione estetica complessiva, con una palette di colori ristretta che, grazie ad un filtro seppia applicato al tutto, conferisce all’opera un taglio che a tratti dà l’idea di un pezzo cartone imbevuto di urina; le riprese e i tagli a mano aggiungono il senso di uno stile funzionale, low-budget, on-the-run, un equivalente filmico delle pagine ingiallite. È questa combinazione di ruvidità documentaria con l’indifferenza per la logica del mondo reale (gli effetti gore sono palesemente finti) che trasforma un cittadino in un “regno” così strano e autosufficiente, come Gormenghast di Mervyn Peake.

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Allo stesso tempo però c’è un tipo di umorismo nero molto speciale, che facilmente, unendosi a tutto il resto in un’atmosfera così particolare, ti porterà alla fine a sentirti confuso, schifato e ammirato allo stesso tempo.

Recensione: mortensfilmanmeldelser.dk, cinefile.biz, urbancinefile.com.au

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