//THE PROMISE [SubITA]

THE PROMISE [SubITA]

 

Titolo originale: Wu ji
Nazionalità: Cina, Corea del Sud, USA
Anno: 2005
Genere: Drammatico, Epico, Fantastico
Durata: 121 min.
Regia:

 

In un regno ancestrale in cui gli uomini vivono fianco a fianco con gli dei, la povera orfana Qingcheng incontra la dea Manshen e accetta di divenire la bella delle bella a condizione di accettare un sortilegio: perderà ogni uomo che amerà. Questo a meno che non accadano tre cose: che la neve cada in primavera, che il muova all’incontrario e che un morto torni alla vita. Anni dopo lo schiavo Kunlun aiuta il gran generale della armata cremisi a sconfiggere un nemico sette volte più forte, salvando il Re dal crudele Duca del Nord, Wuhuan che aveva messo sotto assedio la città. Tuttavia Kunlun finisce per uccidere il Re pur di salvare la principessa Qingcheng e promette di non lasciarla mai morire.

“Eroi che corrono così veloci da volare, migliaia di bufali lanciati alla carica in un canyon strettissimo, divinità volteggianti a mezz’aria con le vesti, le chiome e perfino i gioielli fluttuanti senza peso. E poi foreste, cascate, palazzi, maschere d’oro, barbari con elmi da vichingo e mazze spropositate come in ‘Conan il barbaro’, un eroe maledetto che si dissolve nel vento, guerrieri che combattono vorticando come eliche, colori sgargianti mai visti in film ambientati 3000 anni fa, un trionfo di rosa, di fucsia, di rossi volutamente stridenti. Come tutto in questo kolossal più assurdo che delirante, concepito forse per sfondare sui mercati occidentali ma destinato a conquistare sopratutto le sterminate platee asiatiche. Il film più costoso mai prodotto in Cina non sembra poi così caro: 30 milioni di dollari, bazzecole per gli standard hollywoodiani, uno sproposito considerando quelli cinesi. Il problema è che malgrado il titanico sforzo produttivo ‘The Promise’ di , già regista di capolavori come ‘Terra gialla’ e ‘Addio mia concubina’, resta così sovraccarico da sfociare spesso nel comico involontario. Un film-fumetto a cui hanno collaborato maestri come Peter Pau e Tim Yip, operatore e costumista di ‘La tigre e il dragone’, ma eclettico, pasticciato, incapace di produrre un racconto avvincente o almeno un’estetica coerente, anche perché i costumi più folli e le coreografie più accurate si accompagnano a effetti digitali poveri e approssimativi.” (Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’, 13 febbraio 2006)

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“Il regista di ‘Addio mia concubina’ ha presentato fuori concorso il suo nuovo film, ‘La promessa’. È un kolossal ambientato in una Cina medievale attraversata da principi erranti, corti fastose ed eserciti in armi, dove una meravigliosa principessa (Cecilia Cheung), si trova in trappola a causa delle promesse che sul suo destino sono state fatte a tre diversi pretendenti. Le dichiarazioni ufficiali parlano di un investimento di oltre 35 milioni di dollari, il più alto nella storia del cinese, per realizzare questo singolare affresco storico destinato al mercato globale. Prossima tappa per Kaige potrebbe essere un suo vecchio sogno: un film sulla rivoluzione culturale. Egli stesso ha vissuto quel clima oppressivo quando fu costretto a denunciare il padre, noto cineasta, di aver creato ‘arte sovversiva'”.(Valerio Caprara, ‘Il Mattino’, 13 febbraio 2006)

“È festoso e colorato l’Oriente del film fuori concorso ‘Wuji’ di . Come altri colleghi cinesi che parevano consacrati al d’autore, anche Chen (Palma d’oro a Cannes per ‘Addio mia concubina’) si è lasciato tentare dal wuxia (i film cinesi di cappa e spada), e nel modo più radicale. Tra generali imbattibili, guerrieri più veloci del vento, fanciulle-uccello e principi dotati di arte magiche, il film ha una prima parte vertiginosa: combattimenti che ricordano ‘Le cronache di Narnia’, ma più coreografati e deliranti; scenografie visionarie, costumi sontuosi e una tecnica cinematografica che toglie letteralmente il fiato. Poi la storia vira al romanticismo, strappa lacrime anche ai cuori di pietra e, alla fine, rilancia con un inno al potere della fantasia.” (Roberto Nepoti, ‘la Repubblica’, 14 febbraio 2006)

Recensione: book-press originale revisionato

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