//THE PROPHET [SubITA]

THE PROPHET [SubITA]

 

Titolo originale: Kahlil Gibran’s The Prophet
Nazionalità: Canada, Francia, Irlanda, Libano, Qatar, USA
Anno: 2014
Genere: Animazione, Spirituale
Durata: 84 min.
Regia:

 

È il racconto di un’improbabile amicizia tra Almitra, una ragazzina combina guai e Mustafa, un poeta molto amato dalla popolazione. La vicenda ruota intorno alle celebri poesie di Kahlil Gibran sulla vera natura dell’amore, sul lavoro, la libertà e il matrimonio, offrendo un caleidoscopio animato di immagini e di colori.

Ha già trovato una distribuzione italiana Kahlil Gibran’s The Prophet, lungometraggio animato diretto dal co-regista de Il Re Leone, . Presentata al Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione parallela Alice nella Città, la pellicola ha tramutato in immagini l’opera del filosofo e pittore libanese Kahlil Gibran. The Prophet, per l’appunto. Un libro tradotto in oltre 40 lingue, pubblicato nel 1923 e riuscito a vendere oltre 100 milioni di copie. Quasi 10 anni ha impiegato Steve Hanson, produttore esecutivo, per far suoi i diritti dell’opera, priva di una trama effettiva e apparentemente irrealizzabile sul grande schermo. Forse anche per questo motivo si era inizialmente pensato ad un’antologia di cortometraggi d’animazione. Poi l’idea è parzialmente mutata, concentrando la propria attenzione su una storia in cui far confluire le meravigliose poesie di Gibran, da rappresentare attraverso 8 corti dalle tecniche animate differenti e diretti da 8 apprezzati artisti e registi internazionali (Tomm Moore, Michal Socha, Joan Gratz, Nina Paley, Joann Sfar, Bill Plympton, Mohammed Saeed Harib, Paul e Gaeton Brizzi). L’insieme, tra meditazioni continue sulla vita, la morte, l’amore, l’amicizia, la famiglia, il bene e il male e quant’altro, risulta tanto fascinoso quanto straniante. Perché l’animazione di Kahlil Gibran’s The Prophet si concentra quasi esclusivamente sui volti dei protagonisti, tralasciando tutto ciò che è sfondo. I paesaggi voluti da Allers sono dei veri e propri acquarelli, per una tecnica 2D che diventa quasi ‘antologica’ nell’affiancarsi agli 8 corti sopra menzionati, alcuni dei quali addirittura ‘musicali’. Autentiche tavolozze chiamate a concretizzare le poetiche parole del protagonista, musicate da Gabriel Yared, Premio Oscar® per Il paziente inglese. Partendo da 3 elementi principali, ovvero un uomo che attende una nave da anni e va a parlare con la gente prima di partire, i produttori hanno messo in scena altro, vedi un’immaginaria isola sotto dittatura. Orphalese.

Qui Almitra, piccola maldestra bimba rimasta senza voce dopo la morte del papà, ne combina di tutti i colori in paese, tanto da passare persino per ladra. Disperata e travolta dalle proteste dei comemrcianti, sua madre Kamila non sa più cosa fare per tenere a bada la figlia, fino a quando quest’ultima non incontrerà l’uomo che la mamma da ‘accudisce’. Mustafa, prigioniero politico da 7 anni, considerato un delinquente dal Regime ma in puro e semplice poeta, fastidioso agli occhi del potere perché in grado di scuotere le coscienze altrui. Tutto cambia quando Mustafa viene ‘liberato’, con l’imprescindibile condizione che lasci l’isola per tornare nella sua Terra. L’uomo viene così accompagnato verso la nave che lo attende per salpare, dando vita ad un ‘viaggio’ tra quella gente che ancora oggi, dopo 7 anni di silenzio forzato, lo ascolta e lo venera come un Profeta. Liam Neeson, Salma Hayek-Pinault, John Krasinski, Quvenzhané Wallis, Frank Langella, Alfred Molina e John Rhys-Davies. Questi gli importanti divi che si sono ritrovati in cabina di doppiaggio per dare voce ai protagonisti di Kahlil Gibran’s The Prophet, opera sicuramente ambiziosa eppure imperfetta. Visti i profondi temi trattati, tutt’altro che ‘spendibili’ per un pubblico infantile, era lecito attendersi un’animazione più compatta nella sua serietà ‘istituzionale’ e grafica, abbandonando sketch che se da una parte strizzano l’occhio ai più piccoli dall’altra ammorbano i più grandi, a cui un film del genere doveva e dovrebbe essere indirizzato. Proprio gli 8 corti animati che prendono vita grazie alle parole di Mustafa danno il senso di quello che doveva essere e non è stato. L’aver mutato il progetto in corsa, da raccolta di corti a lungometraggio, ha probabilmente finito per tagliare le ali ad un prodotto in alcuni casi sorprendente ma nel suo complesso eccessivamente variegato. Stili diversi non solo dal punto di vista dell’animazione ma anche da quello della narrazione, per un titolo ammirevole e comunque apprezzabile anche nella sua imperfezione.

Recensione: cineblog.it

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