//THE SUICIDE THEORY [SubITA]

THE SUICIDE THEORY [SubITA]

 

Titolo originale: The Suicide Theory
Nazionalità: Australia
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 98 min.
Regia: 

 

Steven Ray non è mai stato normale ma quando Annie, l’ della sua , rimane vittima di un incidente mortale il suo comportamento violento e bizzarro diventa incontrollabile. Ben presto, sui passi di un nuovo omicidio da compiere, si imbatte in Percival, un aspirante suicida il cui lancio da un palazzo non ha sortito i risultati sperati. L’incontro tra i due fa sì che Percival, stanco dei vani tentativi di porre fine alla propria esistenza, assuma Steven per aiutarlo a morire. Dopo che Percival resiste a ogni attentato alla sua , anche Steven comincia a credere che il disperato sia vittima di una strana maledizione…

Steven e Percival, interpretati alla grande da Steve Mouzakis e Leon Cain, sono i due co-protagonisti di questo anomalo thriller drammatico australiano che narra del desiderio di attraverso il suicidio, del destino inevitabile o presunto, della fatalità e del dolore, quest’ultimi destinati ad accomunarci tutti, nessuno escluso. THE SUICIDE THEORY ha una narrazione alquanto originale e distorta della , perché mentre stiamo affogando di noia durante la visione, ci afferra improvvisamente per i capelli riportandoci a galla con violenza, per lasciarci a bocca aperta e scioccandoci con continui colpi di scena……e che colpi di scena, indimenticabili!
“Sei fortunato ad essere ancora vivo”, questa è la frase ricorrente nella “teoria del suicidio” e ripetuta fino alla nausea al povero ed aspirante suicida Percival. Tuttavia tale frase calza a pennello anche a Steven, un uomo svuotato nell’anima ma spietato quando è senza freni (memorabile un’esecuzione sommaria in una stanza d’albergo da parte sua), incapace di attraversare la strada e amante di stravaganti vestiti e trucchi in privato. Se la pellicola appare un po’ confusa nella prima parte, trova nel finale la chiusura del cerchio memorabile e clamorosa, dove tutto torna, quasi a voler simboleggiare l’inevitabile destino, anche se doloroso, già scritto per ognuno di noi.

Un film emozionante, cupo e triste, che ha il merito, durante tutta la visione, di morderci lo stomaco, farci incazzare, sorridere, annoiare ed infine sorprenderci per la messa in scena spettacolare di due storie drammatiche personali, in apparenza lontane ma incredibilmente vicine. Promossa pure la regia, forse non perfetta ma curata ed attentissima ad ogni singolo particolare. Un thriller psicologico originale ed assolutamente imperdibile.

Recensione: horrorestremo.altervista.org

 

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