//WIZARDS [SubENG]

WIZARDS [SubENG]

 

Titolo originale: Wizards
Nazionalità: USA
Anno: 1977
Genere: Animazione, Fantascienza, Fantastico, Visionario
Durata: 82 min.
Regia:

 

Bellissimo e avvincente fantasy post apocalittico su una guerra tra magia e tecnologia. Ma soprattutto una metafora sulle dittature basate sulla propaganda.

Cartoonist di culto in varie zone del mondo, , in Italia è noto principalmente per aver diretto Fuga dal mondo dei sogni e per aver tentato l’impresa (pre-jacksoniana) di portare il Signore degli anelli su grande schermo, realizzandone un adattamento a cartoni che – causa flop – si è fermato al primo episodio. Il fantasy è uno dei grandi amori di Bakshi e Wizards, pur essendo ambientato in un mondo post apocalisse dotato di tecnologie moderne, rientra pienamente nel genere.

Avatar e Blackwolf sono due fratelli maghi, il primo è buono, il secondo è cattivo. Avatar governa il tranquillo regno di Montangar rispettando la natura e utilizzandone la forza, Blackwolf governa le terre oscure di Scorch appoggiandosi alla guerra e alla tecnologia. Quando Blackwolf, per aizzare il suo esercito, inizierà a mostrare filmati nazisti provenienti da un’epoca passata, toccherà ad Avatar provare a fermarlo. In aiuto del mago buono accorreranno l’elfo guerriero Weehawk, la bella principessa Elinore e il robot assassino Pace.

Ibridazione ricca di inventiva, capace di alternare il surrealismo della fiaba e delle gag comiche al realismo lugubre della guerra e del nazismo. Sullo schermo si alternano soluzioni differenti e, in alcuni casi, contrapposte. Sono scelte di necessità tecnica, ma che hanno tutto il sapore della virtù artistica: là dove l’azione si fa più epica e corale, il disegno a mano lascia spazio alle sequenze in rotoscope; dove i particolari sono molti e variegati, il colore cede il passo al chiaroscuro; dove è possibile risparmiare disegni affidandosi alla narrazione orale, il movimento diventa staticità. Così facendo Bakshi propone un fantasy psichedelico e visivamente inedito, straniante nella sua mescolanza di stili e tecniche, coinvolgente su più livelli: emotivo per i piccoli e razionale per i grandi. Peccato solo per alcuni momenti che rallentano la storia senza aggiungere nulla e per la letargica voce narrante. Tutto il resto è libera gioia creativa.

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Da notare- Le magnifiche sequenze in rotoscope contengono clip dei film Aleksandr Nevsky (di Sergei M. Eisenstein, 1938), El Cid (di Anthony Mann, 1961), La battaglia dei giganti (di Ken Annakin, 1965), Patton generale d’acciaio(di Franklin J. Schaffner, 1970)

Recensione: bizzarrocinema.it

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